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Archivio per il mese: settembre 2011

Archimete è il nome del nuovo soggetto operante nel settore delle vacanze, che ha deciso di affidarmi tutta la strategia relativa alla nascita e allo sviluppo della propria identità d’immagine e soprattutto la pianificazione delle attività di relazione con i futuri clienti.

Il primo passo è stato quello di rendere il naming più coerente possibile con il territorio, la storia di Archimete, l’esperienza dei suoi componenti e con le caratteristiche obiettivi di questa prima fase di lancio dell’attività.

Ad  Archimete ho aggiunto il suffisso “Sardegna” e il pay off “Italian Paradise” per trasmettere con maggiore incisività, alla potenziale clientela sia italiana che estera, la bellezza e il valore del luogo di azione del tour operator.

Le scelte dei colori richiamano le peculiarità della vacanza Archimete Sardegna, fondata su un rapporto profondo tra mare e natura.

 

La determinazione dell’icona a centro del marchio è chiamata a dare equilibrio e personalità al logo: diventa emblema perfetto, oltre che di un territorio e dei suoi valori, anche di una scelta di vacanza esente da schemi lineari e pronta a sorprendere gli ospiti grazie alla magica combinazione di una serie infinita di opportunità, sempre gestite con professionalità ed esperienza dal team Archimete.

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Considerando la newsletter, fino ad oggi apprezzata come strumento importante di comunicazione alla propria clientela, ho deciso di scrivere questo post per tre buone ragioni:

  • la 1° è perché, per convinzione personale, la ritengo una tecnica di comunicazione obsoleta;
  • la 2° deriva dall’aver scoperto che questo mio modo di considerarla è stato raccolto da alcuni clienti;
  • la 3° è perché, twittando alcune settimane fa con @davidelico, ho condiviso e trovato fondamento alle mie sensazioni.

In un momento in cui il social media può rappresentare un mezzo insostituibile per una relazione diretta con i propri clienti a vari livelli e tenuto conto, inoltre, che il rapporto con questi strumenti ha subito un’importantissima evoluzione, dando la possibilità agli interlocutori di interagire tra loro sui temi proposti, ritengo che la newsletter, ancora molto usata da aziende, uffici stampa ed agenzie media, di fatto sia una modalità di collegamento azienda-clineti, oltre che superata, per certi versi anche (probabilmente) fastidiosa.

Mi immagino (data anche la mia personale esperienza) la casella di posta elettronica dei nostri interlocutori, che hanno deciso più o meno liberamente di iscriversi alla nostra newsletter, letteralmente invasa dagli avvisi di recapito delle nostre edizioni!

Newsletters destinate a venire prontamente cestinate o, peggio ancora, ignorate.

In quei casi, invece, in cui la newsletter venga letta so per certo che molti avrebbero il desiderio di dire la loro, di commentare, di obiettare o dare consigli sui temi che maggiormente li colpiscono e l’effetto che genera è un senso di inespresso e di non concluso, in cui si sperimenta direttamente come una email spesso non sia sufficiente a consentire lo stabilirsi di uno scambio effettivo di opinioni che l’avviso stesso ha generato!

Ecco perché da un po’ di tempo a questa parte, per la precisione dall’avvento dei nuovi social network (e da quando c’ho capito qualche cosa! ;)), non prendo più in considerazione per i miei clienti l’ipotesi di puntare sulla “pratica” della newsletter, suggerendo fermamente di trasferire di fatto quei contenuti in maniera più discorsiva e relazionale proprio nei social network.

Il risultato sembra essere incoraggiante!

Ciò che prima veniva espresso sotto forma di monologo, ora si è aperto alla possibilità di ricevere feedback e di generare conversazioni… con il risultato di abbattere barriere e distanze e di rendere l’informazione ancora più incisiva!

Anche se non bisogna mai abbassare la guardia accontentandosi dei risultati raggiunti…

Una cosa è certa però, per quanto mi riguarda – e con i ringraziamenti per il lavoro svolto sino ad ora – la cara e vecchia newsletter (per me) è definitivamente andata in pensione!

Bye bye!

Voi che ne pensate?

 

 

 

Dopo aver ascoltato le esigenze del cliente, che manifestava la necessità di mettere a disposizione della propria clientela uno strumento dinamico in grado di orientarla nell’individuazione dell’offerta prodotti, mi sono messo al lavoro con la collaborazione tecnica e grafica dei ragazzi di Qbico per realizzare il I motore di ricerca del settore. Tale strumento è stato ideato per aiutare il cliente professionista (showroom-architetto-rivenditore di articoli per la casa-buyer della grande distribuzione) ad individuare, senza difficoltà e con la massima precisione, ogni tipologia di articolo copriwc proposto dall’azienda Mamo.

D’ora in poi il copri-sanitario Mamo, con l’ausilio del motore di ricerca così realizzato, potrà essere individuato attraverso più percorsi:

1 Attraverso l’inserimento delle dimensioni del prodotto (x,y,z: altezza,lunghezza interasse);

2 Attraverso la scelta della forma del sanitario fra quelle disponibili;

Con questo strumento finalmente l’azienda Mamo avrà la possibilità di fare un’ulteriore salto di qualità nella relazione operativa con i propri clienti i quali, abbattendo drasticamente ogni margine d’errore o d’incomprensione, potranno accedere alla scelta dei prodotti con più velocità, chiarezza e semplicità.

 

 

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Advertising Mamo

5 settembre 2011 | di Diego Ciarloni

E’ stata ideata la campagna advertising 2012 Mamo puntando sull’accattivante immagine istituzionale, per raccontare la specificità di un’azienda che va oltre la mera produzione di copriwc, integrando l’esperienza maturata in tanti anni di attività con la freschezza dell’approccio attuale, che svela il desiderio di originalità ed innovazione.

E’ stata così creata la nuova pagina pubblicitaria che accompagnerà l’immagine dell’azienda per tutto l’anno 2012, poi.. si vedrà!

 

La pagina è stata realizzara con il “contributo grafico” di Barbara Bonci

 
 

 

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