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Archivio per il mese: ottobre 2012

Per Steel Meccanica, azienda attiva nel settore stampi e stampaggio in acciaio della zona industriale di Castelbellino (Ancona),  mi sono attivato al fine di realizzare il nuovo pieghevole aziendale e il video istituzionale.

Il tutto in occasione della  fiera EuroBlech 2012 di Hannover, a cui l’azienda prende parte all’interno dello stand coordinato dalla camera di commercio di Ancona.

In collaborazione con Gianluca Garbuglia ho seguito tutti i processi produttivi riguardanti il pieghevole – dall’ideazione, alla grafica, fino alla stampa – ed ho voluto creare uno strumento, tanto semplice quanto immediato, che introducesse intuitivamente  l’idea del viaggio.

Il pieghevole è stato realizzato con un’apertura a 2 movimenti equivalenti a 2 concetti distinti e complementari, che tracciano un percorso ben definito: dall’azienda al prodotto.

In realtà l’idea del viaggio nasce prima ancora con la clip (realizzata con Daniele Donati) che, in un percorso guidato all’interno del territorio locale, racconta Steel Meccanica attraverso una prospettiva originale che evidenzia in particolare:

1 Le caratteristiche dell’iter delle procedure lavorative;

2 Le finalità della missione aziendale;

3 La qualità di un team che è il risultato dell’esperienza, della caparbietà marchigiana e di una cultura di lavoro Made in Italy riconosciuta in tutto il mondo;

4 Il territorio dal quale le persone provengono e su cui l’azienda insiste… esso stesso naturale specchio e spot di valori e identità, che ho voluto mostrare con orgoglio.

Il “Trave”, visto dal belvedere di Portonovo – Ancona, con la cattedrale e il suo porto – l’aeroporto delle Marche di Falconara – il paese di Castelbellino – Senigallia, con il Foro Annonario e la rotonda – le campagne dell’entroterra – e ovviamente l’azienda, con le sue persone e la sua tecnologia: tappe ideali di un tour entusiasmante, come ogni fase del lavoro aziendale.

Il tutto a bordo di una ‘500’ rossa fiammante e con i retrovisori tricolore, emblema del nostro paese e simbolo dell’utilità del lavoro di Stell Meccanica.

Tutto ciò ha fatto da cornice ad un risultato finale, in cui la comunicazione territoriale fa da propulsore a quella aziendale e viceversa.

Almeno questa è la mia impressione, voi che ne dite?

Dimenticavo!

Il brano musicale, dal titolo “Moonrock”, è stato appositamente composto da due splendidi compagni di avventura: Francesco e Roberto.

La scelta del genere (rock-metallico) si sposa perfettamente con il settore di lavoro trattato e contribuisce a dare dinamicità ed energia al tutto.

No comment, invece, sull’attore principale…ma voi non ditelo a nessuno, tanto lui  non lo verrà mai a sapere! 😉

I ringraziamenti vanno a Iride Progetti che mi ha dato l’opportunità di lavorare con Steel Meccanica, alle comparse (Pippo, Bruno, Tiberio e Fabrizia) e a tutto il team aziendale che si è prestato con la massima disponibilità ed entusiasmo.

Infine grazie ad Andrea Cesanelli a cui spero che questo lavoro sia stato d’aiuto nel dare un senso compiuto al suo stage.

Pronti a partire per un nuovo viaggio?

 

Di comunicazione e marketing virale in questo periodo si parla spesso.

A partire da chi pensa sia la soluzione marketing e commerciale a tutte le difficoltà, a chi crede che la viralità di una campagna sia possibile per qualunque azienda e per qualunque tipo di prodotto o servizio, per finire, per così dire, a chi è sicuro che la comunicazione virale sia una forma di pubblicità a basso costo che chissà per quale oscura forza è capace di diffondersi in Internet come fa un virus fra le persone, contagiando e lobotomizzando chiunque vi entri in contatto, al fine di orientarle all’acquisto dei prodotti o servizi oggetto di campagna.

Al di là del fatto che mi sono permesso di fare affermazioni volutamente “discutibili” e precisando che non ho intenzione di parlare in questo post di tecniche di marketing e di comunicazione virale “convenzionali”, mi va di parlare di un’esperienza all’aeroporto delle Marche che ritengo significativa pensando a come alcune potenziali pratiche di marketing virale “naturale” e  a costo zero non vengano ahimè, diciamo così, sfruttate in pieno.

In breve i fatti.

Qualche giorno or sono, mi sono trovato in aeroporto per girare 5/6 secondi di un video corporate per un mio cliente e con stupore ho scoperto che per questo tipo di attività, indipendentemente dal fatto che si giri il remake di Ben-Hur con un cast da colossal o una clip aziendale con una persona + operatore:

  1. E’ necessario chiedere l’autorizzazione scritta
  2. Che la suddetta autorizzazione è a pagamento
  3. Che l’oggetto del punto 1 ha bisogno di un iter burocratico di circa 10 giorni per dare il suo responso.

Ci tengo a puntualizzare che nel mio caso il personale dell’aeroporto s’è dimostrato all’altezza delle circostanze ed in breve, dopo aver allertato tutti coloro che andavano avvisati da procedura, mi hanno concesso di girare in seduta stante i miei 5 secondi di video senza colpo ferire.

Oltre a ringraziarli per il buon senso, tuttavia mi permetto di dire la mia sull’iter e su una politica che regola il permesso a realizzare dei contenuti video professionali, per come la vedo io, che  invece di “tutelare” un’area importante e strategica come quella dell’aeroporto, paradossalmente la penalizza fortemente.

Sia chiaro che non sto parlando dell’autorizzazione a filmare zone sensibili dello scalo, dove sarebbe giustificata la necessità di regolamentare e monitorare attività di diffusione dell’immagine, ma mi riferisco alla parte del terminal che è vissuto quotidianamente da centinaia di persone.

In particolare mi va di soffermarmi su quell’area dell’aeroporto delle Marche (la quasi totalità) dove chiunque, munito di smartphone e collegamento ad Internet ed ai social network, magari di ritorno da una vacanza,  può postare un video della sua esperienza in loco, liberamente e senza che niente e nessuno glielo possa vietare…. anche perché da nessuna parte (e ci mancherebbe) si trovano segnali che vietano simili attività.

Personalmente (disposizioni Enav a parte che prendo per buone e  su cui credo si possa discutere) al fine di dare una visibilità potenzialmente planetaria allo scalo delle Marche, soprattutto in un momento dove si pensa alla realtà marchigiana come esclusivo riferimento merci e dove tutto il tessuto imprenditoriale vive da anni una situazione di complessivo stallo,  immagino che un’attività virale a costo zero avrebbe di sicuro la forza per mettere in moto un volano virtuoso a vantaggio dell’aeroporto marchigiano. E aggiungo, perché no, anche del tessuto imprenditoriale che vi insiste.

In che modo?

Con il marketing virale “naturale” , che non necessita,  per essere attuato, della più grande fra le agenzie di comunicazione delle Marche o del mondo!

E udite udite… a 0 euro!

Per come la vedo io, infatti, basterebbe adottare alcune semplici regole che nell’immediato frutterebbero un po’ meno ma che nel lungo periodo risulterebbero molto più “interessanti”.

Provo ad elencare qui di seguito le regole del “marketing virale naturale” applicato a questo caso.

leggi tutto

 

Stonewave è il marchio più prestigioso dell’Azienda Nice&Square che opera nelle Marche e che si occupa di rivestimenti e complementi in marmo di altissimo livello e che mi ha affidato la propria comunicazione.

Il progetto è articolato in diverse fasi:
1 Individuare un format il più possibile coordinato;
2 Realizzare il materiale da “lavoro” per la forza vendita (catalogo);
3 Individuare una strategia per conquistare un’identità e uno spazio on line web e social, tenuto conto del potenziale aziendale.

Per prima cosa mi sono concentrato sull’essenza del marchio, per cercare di definire il più chiaramente possibile quale fosse il motivo del suo operare.
Così ho “coniato” la tag line “Plasmiamo la pietra affinché assecondi le forme del design contemporaneo”.

Successivamente, attraverso un confronto con il cliente, abbiamo definito di lavorare per priorità.
Per quanto riguarda la forza vendita, abbiamo deciso di puntare su un supporto cartaceo riconoscibile e che fungesse contemporaneamente sia da catalogo-prodotto che da relativo listino, di cui ho seguito la realizzazione a partire dall’impostazione grafica, con il prezioso contributo di Gianluca Garbuglia, fino alla fase di fotolito e stampa.


Poi mi sono concentrato sullo sviluppo e il progect management del sito web istituzionale, per la cui realizzazione è stata una preziosa alleata Comunicrea.

Ne ho curato i contenuti istituzionali e ho strappando la promessa all’Azienda di mantenerlo vivo (con o senza di me) quasi fosse un proprio figlio adottivo; da parte mia, l’impegno è stato quello di seguirne i primi passi, oltre alla stesura del piano editoriale e dei primi post del corporate blog (almeno per il momento).
L’obiettivo è quello di dotare l’Azienda di una piattaforma on line in cui poter mostrare da una parte la tipologia del proprio standard di prodotto, dall’altro tentare di raccontare nella maniera più interessante possibile il proprio punto di vista nel settore, attraverso un linguaggio adatto al tipo di interlocutore.

Per quanto riguarda l’approccio ai social, ho deciso momentaneamente di puntare esclusivamente sul canale Twitter con l’idea di fare della sintesi il miglior alleato “relazionale”.
Formazione ed uso corretto dello strumento sono appannaggio di un incarico che ho preso con tanto entusiasmo quanto reale e ragionevole prudenza, per un brand di un settore peculiare in cui molto c’è da sperimentare e da analizzare, per poi ripartire con dati ed intenti sempre più all’altezza degli obiettivi di reputazione e riconoscibilità prefissati.

In bocca al lupo Stonewave!!

 

 
 

 

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