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Archivio per il mese: gennaio 2013

Per il contest Barilla relativo alla produzione di uno spot da 30 secondi avente come oggetto il sugo del noto marchio della pasta nostrana, io e Daniele Donati abbiamo prodotto la nostra “ricetta”.

In particolare io mi sono occupato di trovare l’idea, di scrivere i testi, ma anche di reclutare gli attori, lo speaker, di trovare location e persone disposte a dare una mano, oltre a fare uno sforzo d’immaginazione per provare a vedere se dalle idee ai fatti valesse la pena partecipare, per ambire a qualche cosa di più di una semplice partecipazione.

Daniele, si fa per dire, ha fatto il resto compreso la non facile attività di ascoltare le mie critiche ed indicazioni che ha saputo trasformare in ottime applicazioni finali.

Brief alla mano vi invito a dare un giudizio sul lavoro fatto.

Per quello che posso dire in poche righe sul lavoro è che mi sono basato su alcuni semplici elementi per costruire il nostro “racconto”.

1 La storia del marchio e della sua immagine

2 L’importanza della genuinità e della tradizione italiana

3 La funzione del prodotto.

Per quest’ultimo in particolare ho immaginato il sugo in qualità di amalgama della pasta, proprio di quest’ultima che spesso rappresenta un vero e proprio “collante” fra persone.

Quante volte, infatti, ci ritroviamo in famiglia o fra amici attorno ad un bel piatto di pasta?

Ecco che per un’immaginaria proprietà transitiva il sugo, a mio modo di vedere, diventa per sua natura (e grazie alla terra in cui nasce e al trattamento che subisce), il principale veicolo gravitazionale delle persone attorno al luogo in cui sono più vere ad autentiche: il tavolo in cui è possibile condividere il cibo.

Ebbene sì, per come la vedo io ciò che dà sapore alla pasta da sapore e spessore anche ai legami fra le persone…e se la pasta è appetitosa è facile che lo stare assieme possa diventare ancora più gustoso…quante volte ci sarà capitato!

Per questo e non solo per questo ho voluto partecipare a questo contest ed immedesimarmi profondamente nel Brief di casa Barilla con l’intento di “centrare” più che di stupire…credo ne sia valsa la pena indipendentemente da come andrà a finire…no?

Intanto potete provare a votarci…come?

Se vi siete “persi” il video potete sempre cliccare qui.

Mi raccomando prima registratevi fornendo un nick name ed un’indirizzo email.

Intanto che pensate a cosa fare, io ringrazio

  • i Biziantini per la location
  • Arte Casa per la fornitura di piatti, bicchieri e posate.
  • Roberto Cardinali per aver contribuito a dare corpo allo spot con la sua splendida voce

Gli “attori” che si sono prestati all’esperienza con disponibilità e simpatia

  • Rodolfo Flumini
  • Anna Sandroni
  • Luca Gioacchini
  • Vincenzo Francinella
  • Andrea Cesanelli per il supporto tecnico e per il Backstage 
  • Simona Paolella e Nadia Zucconi per la loro appassionata e preziosissima collaborazione.

Vi aggiornerò sull’esito della competizione…voi intanto votate, visto che c’avete pensato così a lungo, e continuate a seguirmi perché…the winner is… 😉

 

 

 

 

Buone notizie per gli “startuppari” marchigiani.

Sapevate infatti che la Provincia di Ancona, ha stanziato oltre un milione e trecentomila euro per il finanziamento di nuove imprese?
Bisogna fare in fretta però per presentare domanda, il termine scade infatti il 5 febbraio 2013.

Il contributo a fondo perduto ammonta al massimo a 25.000,00 euro ad eccezione di quei soggetti svantaggiati per cui la contribuzione può arrivare fino a 30.000,00 euro.

In particolare, la provincia di Ancona si rivolge a persone: che abbiano compiuto 18 anni al momento del deposito della domanda, che siano residenti nel territorio della Regione Marche e che appartengano alle seguenti categorie:

  • Lavoratori dipendenti
  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti
  • Lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria
  • Lavoratori con contratti di lavoro atipici
  • Disoccupati e inoccupati

Alla faccia di chi sostiene che le provincie non servono a nulla :), quella di Ancona propone un progetto davvero interessante, per cui se avete una buon idea da trasformare in attività perché non provarci?

Per quanto mi riguarda vi dico che se avete un buon progetto da trasformare in attività, oltre a potervi aiutare nel lancio e nella promozione della vostra impresa (con servizi di consulenza di marketing e comunicazione rivolta alla realizzazione di piattaforme web, App per Tablet e Smartphone, pianificazione di azioni di social media marketing, web marketing, search marketing,  di e-commerce e social commerce), mi fa piacere comunicarvi che faccio parte di un network di professionisti che vi possono assistere e aiutare anche per le pratiche burocratiche, per la redazione e deposito delle domande e per l’eventuale consulenza fiscale.

Come recitava un noto detto popolare marchigiano e non solo: “Quello che c’è da dì tocca dillo e va detto”…in questo senso io il mio dovere l’ho fatto!

Per maggiori info e per scaricare il bando è possibile cliccare qui.

Per contattarmi invece non avete che l’imbarazzo della scelta! 😉

 

In un periodo in cui mi sto concedendo con sempre più trasporto ad un studio matto e disperato senza preoccuparmi più di tanto se mi cresca il naso e la gobba come il mio più illustre predecessore marchigiano Giacomo Leopardi e dal momento che gli approfondimenti su cui decido di scrivere, casualmente hanno sempre più a che vedere con le richieste dei clienti, vorrei concentrare l’attenzione sulle offerte di Facebook: servizio lanciato a settembre 2012 dal social di Zuckerberg e che permette a tutte le aziende di offrire sconti e promozioni attraverso la propria pagina.

Si tratta di un’opzione visibile direttamente sullo strumento di condivisione nella parte superiore del diario di una Fan Page.
Attraverso questa nuova funzionalità, si può creare uno sconto o una promozione raggiungendo teoricamente un vasto numero di persone.
Il meccanismo è semplice, ricalca la logica dei coupon, solo che non prevede nessuna transazione diretta tra Facebook e l’utente
Si possono impostare 3 tipi di offerta da creare, a seconda di come si vorrà rendere utilizzabile l’offerta: “Solo nel negozio”, “Nel negozio e online” e “Solo online”

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Una concessionaria auto 2.0: il caso Marco Liera

2 gennaio 2013 | di Diego Ciarloni

Da pochi mesi ho attivato un progetto di social media marketing per la concessionaria auto Marco Liera di Jesi.

Un tipo di attività  che è nata per caso, dopo aver riflettuto su alcune “singolari esperienze” vissute al fianco di alcuni amici intenti ad acquistare l’automobile nuova.

Le stesse singolari vicende che ho scoperto esser state provate da molte persone, compreso il sottoscritto, nelle fasi precedenti l’acquisto dell”auto e che sono magistralmente sintetizzate in questo post di Gianluca Diegoli. 

Per questo ho deciso di attivarmi delineando un’ipotesi di lavoro che fosse orientata: da una parte a migliorare l’approccio alla relazione, e dall’altra che aiutasse la concessionaria a costruire la propria reputazione prima che la propria community nei social network.

Esperienze singolari a parte, è un fatto ormai  provato che  sono molte le persone, che nel mondo delle “macchine”, forse più che in altri, utilizzano con profitto le ricerche su web e il confronto sui social media, sia per orientarsi all’acquisto  e sia per individuare anche il punto di riferimento più affidabile per la manutenzione del mezzo.

Tutto qui?

Nemmeno per sogno!

A mio avviso il web e  in particolare l’opportunità “social network” per le concessionarie auto al di là della funzione di coadiuvante alla vendita, rappresentano degli insostituibili canali per edificare il proprio grado di considerazione professionale sul territorio (reputazione) e per  stabilire contatti stabili e duraturi facendo leva da una parte sulla moltitudine dei contenuti su cui continuamente poter dibattere e dall’altra sulla passione, il fascino e lo spirito di appartenenza che da sempre contraddistingue il mondo dei marchi delle automobili.

Tutto ciò a patto che la concessionaria stessa o meglio tutto il personale della stessa sia disposto ad un cambio di mentalità professionale e sia aperto al parziale ripensamento delle modalità di approccio al proprio lavoro e al proprio rapporto con i clienti, con i fornitori, con i partners, con i colleghi e con il territorio.

In relazione a quanto appena detto, il mio compito, in questo caso, è stato quello, oltre che di creare, attivare e stimolare la conversazione mediante i canali social, anche e soprattutto quello di provare ad orientare, formare, avviare e seguire il personale della concessionaria stessa.

Ho lavorato in via del tutto sperimentale per certi versi, scegliendo di aprire e lavorare su 4 canali social (Facebook, Twitter, You Tube e Pinterest) al fine di raggiungere gli obiettivi che insieme al cliente abbiamo provato ad individuare

1 ascoltare/creare una community interessata alle argomentazioni relative alle attività della concessionaria e dei relativi marchi trattati.

2 raccontare il prodotto auto, provando a “digerire” tutte le informazioni che arrivano all’utente finale attraverso la comunicazione tradizionale dei brand trattati (Renault, Dacia, Nissan e Mahindra).

3 dare un volto alla forza vendita e al team tecnico dell’officina, rendendola protagonista di quanto appena indicato nel punto 2

4 relazionarci con le altre attività commerciali attive sul territorio per ipotizzare delle iniziative integrate e dare maggiore spinta alla conversazione sul territorio di competenza

5  metterci in relazione-dialogo sia con i canali dei brand trattati, sia con il mondo della comunicazione specializzata (Quattroruote etc), anch’essa fortemente presente con merito nel mondo del social media.

In pochissimo tempo (meno di 90 giorni) ed in un territorio piuttosto ristretto (Jesi e parte della Vallesina) i risultati sono stati i seguenti.

Attraverso il canale Facebook sono stati raggiunti gli obiettivi dei 5 punti.

Nello specifico questo social s’è dimostrato, secondo previsione, utile soprattutto per i punti 1-4-5.

In particolare per quanto riguarda il punto 4, la concessionaria è divenuta il contenitore più importante di tutte le attività, organizzazioni, enti etc che gravitano sul territorio di Jesi e dintorni e che in Facebook cercano un collegamento.
Tutto questo ha generato in particolare dei contatti con attività molto diverse fra loro, ma utili per fare networking e per integrare i propri servizi ed esperienze al fine di maturare una reputazione interessante nei confronti delle reciproche comunità.

Il canale Twitter, utile per informare i follwers sulle attività e sulle presentazioni trattate in salone e sul territorio, s’è rivelato il miglior strumento sia per l’ascolto che per l’interazione con i brand e con gli account della stampa specializzata (punto 5).

S’è rivelato, fra l’altro, lo strumento più adatto per raccontare e condividere in tempo reale le esperienze dei test drive e delle varie iniziative promozionali e per stabilire un coinvolgimento diretto ed immediato con ogni singolo utente sul territorio.

Le potenzialità non si fermano qui…

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