Diffondo e trasmetto il valore del lavoro dei miei clienti con passione ed inventiva. Dalle persone alle persone.


 



Altre informazioni


Cerca



Creative Commons License

Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 (Italia License).



Archivio categoria: Progetti web

Per il progetto degli acchiappacibo o Foodbusters, è stato realizzato il sito web dell’organizzazione che si occupa del recupero alimenti di qualità.

La scelta più corretta per la realizzazione del web site in questo caso è ricaduta nella realizzazione di un sito “statico” per ragioni riguardanti la tipologia peculiare dell’attività.

Infatti data la caratteristica tipica di una startup, abbiamo optato per una tipologia di sito Internet che sia nell’impostazione grafica, ma soprattutto in quella tecnica e progettuale, consentirà: sia ai ragazzi acchiappacibo che a noi di poter gestire e assecondare senza alcun tipo di vincolo tecnico-grafico, tutti i normali e giusti cambiamenti e/o evoluzioni, che inevitabilmente si presenteranno in questa fase di lancio della nuova realtà operativa.

Niente template fisso quindi, nessun adattamento a qualche cosa di definito, per poterci permettere qualunque tipo di arricchimento e adattamento a future sezioni o necessità.

Nessun cms quindi o parte dinamica per ora, solo un sito che nella propria semplicità sia in grado di crescere con chi “rappresenta”.

I contenuti relativi alla vita e alle esperienze quotidiane dei Foodbusters in questa fase preferiamo gestirli e lasciarli circoscritti all’ambito dei rispettivi social network.

Il tempo di un sito dinamico e quindi di seguire una strada più o meno definita verrà sicuramente, un periodo in cui le idee si saranno definite e consolidate e per cui varrà la pena trasformare questo web site, in una struttura dinamica anche se comunque circoscritta a logiche e finalità sostanzialmente definite nella loro essenza.

Sito Foodbusters.it

In questa fase la startup Foodbusters è talmente “liquida” tale da consigliare un atteggiamento di approccio al mondo web come quello descritto.

Per questo è stato allestito un sito statico con grandissime potenzialità di sviluppo e crescita, seppur in una logica grafica e di navigabilità di partenza di assoluto interesse ed appeal…non è forse così? 😉

Lasciate i vostri commenti…e per le vostre eccedenze alimentari sapete già a chi dovete far riferimento.

 

Iniziare un lavoro nell’ambito della comunicazione e del marketing è sempre entusiasmante per chi ama questo lavoro, lo è ancora di più quando si inizia un progetto del tutto nuovo e spesso “inesplorato”.

La soddisfazione più grande tuttavia, consiste nell’adoperarsi per contribuire al successo di un’attività del tutto nuova sia essa una start-up, il marchio di una nuova azienda o un importante “contenitore” di novità esclusive.

In questo caso m’è capitato una cosa ancora più stimolante (non me se ne voglia), ossia la necessità di dare un volto ed un’immagine nuova ad una realtà di per sé innovativa, in un ambito indubbiamente tutto ancora da scoprire.

Si è trattato di dare forma ed appeal ad una realtà che si posiziona, nell’ottica dell’impresa sociale, nell’ambito del recupero delle eccedenze alimentari.

Il I compito è stato quello di trovare una denominazione valida, credibile oltre che “posizionante” agli occhi delle persone, la stessa denominazione che oltre allo spirito e all’ambito ho pensato dovesse servire come utile fonte della comunicazione presente e futura dell’attività.

Un nome che racconti di cosa e per chi è stata pensata “questa scommessa” fatta di persone, le quali, con tantissimo entusiasmo, costituiranno non una mera o classica start-up, ma la più grande ed innovativa community di recupero cibo d’Italia.

Foodbusters, (gli acchiappacibo, in qualità di pay off), è stata la soluzione.

In questo modo non è nata solo una start-up, ma una vera e propria idea di community, fatta di piccoli e grandi eroi moderni, ma soprattutto di persone che, a vario titolo e su fronti diversi, seppur tutti collegati fra loro, pensano che un mondo più equo e solidale è veramente possibile.

Al nome ha fatto seguito il logo che ha sostituito, al noto fantasma del logo dei Ghostbusters a cui non ho potuto non pensare in questo caso, una simpatica e simbolica riproduzione di un contenitore di rifiuti alimentari.

progettazione-logo-foodbusters

Poi ho realizzato il pieghevole di presentazione pensando a tutta la sezione copy e grafica fino alla stampa, con l’intento di realizzare uno strumento che aiutasse gli utenti a comprendere nel dettaglio il valore di un progetto così innovativo qual’è quello degli “Acchiappacibo”.

Progettazione pieghevole a 3 ante

La strategia web Foodbusters che seguirà a breve e che avrà il compito di diffondere il più possibile la conoscenza del progetto è stata già tutta definita da Kontagio.

Per il momento, in questa primissima fase operativa, da qualche giorno è stata pubblicata la nuova pagina Facebook e una pagina di coming soon in vista della messa on line del nuovo sito web.

Tutto ciò affinché vi sia da subito la percezione chiara e trasparente di chi siano e cosa facciano i Foodbusters…in bocca al lupo ragazzi!

La sfida è solo all’inizio.

Forza! 😉

NB Per la progettazione grafica del logo e del pieghevole oltre che delle grafiche per la pagina Facebook mi sono avvalso della preziosissima ed impagabile collaborazione di BNC comunicazione grafica che ha interpretato ottimamente tutte le indicazioni ricevute. Grande Barbara e grazie.

 

 

E’ on line il sito web Erahora, uno fra i più importanti centri media di Milano e che annovera fra i clienti più conosciuti, brand del calibro di Subaru Italia, Polti etc.

La realizzazione e la personalizzazione del nuovo sito web  sono state affidate a Kontagio, che ha avuto anche l’onore di diventare anche main partner della medesima azienda lombarda, come è possibile vedere anche dall’home page dello stesso web site in oggetto.

Kontagio, per giunta, seguirà anche lo sviluppo e l’evoluzione del blog, cercando di aiutare il centro media milanese a raccontare il proprio percorso professionale, con l’obiettivo di diventare uno dei punti di riferimento del proprio settore operativo.

Parallelamente Kontagio seguirà la parte dello sviluppo della SEO dello stesso sito, per fare in modo di posizionare “organicamente” al meglio i contenuti del centro media di Milano Erahora.

 

 

 

Scrivere per volare è una nuova casa editrice che si affaccia al mercato proponendo le proprie soluzioni innovative sia in termini di servizio/sostegno ai nuovi autori, che nei confronti del’editoria in genere.

In particolare questa giovanissima, ma ambiziosissima casa editrice, in soli due anni è stata capace di piazzare, quasi per caso, una delle proprie primissime produzioni ai vertici delle classifiche degli ebook più scaricati in Italia.

E proprio in questo periodo è in procinto di sbarcare negli Stati Uniti d’America grazie all’opportunità di poter diffondere la propria produzione attraverso la collaborazione con una delle più importanti case di distribuzione al mondo.

Per questa realtà, di cui sono fiero di essere stato scelto come partner ufficiale, ho ideato, coordinato e realizzato il sito internet istituzionale.

Realizzazione website per casa editrice Scrivere per volare

In particolare ho curato la scelta del template, rigorosamente responsive per adattarsi perfettamente ad ogni tipo di navigazione sia essa fatta da computer, Smartphone e/o Tablet di qualunque dimensione e tipo, oltre che per mantenere i contenuti mobile friendly e cioè per far sì che siano rintracciabili dal motore di ricerca anche quando le medesime ricerche, vengano effettuate dall’utenza attraverso device mobile, che per la cronaca sono arrivate a circa il 65% del totale.

La personalizzazione del sito web l’ho pensata sulla base delle specifiche esigenze del cliente ed inoltre ho anche curato la stesura dei testi, la scelta delle immagini e della modalità di presentazione delle varie aree e sezioni, compresa quella del blog che rappresenterà la vera sfida editoriale per una realtà di questo tipo.

In questo modo ho centrato due obiettivi

  1. Quello di dare un’identità alla casa editrice che corrisponda al tipo di impostazione che la stessa ha voluto adottare
  2. Renderla talmente accattivante da suscitare l’interesse, fin da subito, di svariate realtà fra le più importanti nel mondo dell’editoria a tutto tondo.

In bocca al lupo Scrivere per volare e allacciamo le cinture…è ora di puntare in alto! 😉

Nuovo web site Scrivere per volare

 

 

 

Filatura Mareb srl di Valfabbrica in provincia di Perugia è un’azienda operante nel settore dei filati e notoriamente collocata in un mercato B2B  assai specifico e molto verticale.

Per questo motivo, tale realtà non ha mai fatto caso più di tanto, almeno fino ad oggi, al bisogno di dotarsi di una propria identità d’immagine, forte di una relazione molto profonda e diretta con il cliente votata quasi esclusivamente sul rapporto diretto.

Tuttavia complice il cambiamento in atto, l’azienda ha scelto di intraprendere un cammino di costruzione e definizione della propria immagine e del proprio “spazio” web.

Il primo passo è stato quello di ripensare il logotipo.

L’idea è stata quella di dare corpo o meglio un volto positivo alla caratteristica principale del lavoro aziendale.

Infatti dal processo di cardatura (e non solo) è nata l’idea di stilizzare uno dei momenti più importanti del mondo della filatura dando a quest’ultimo risalto, in una forma che ricordasse la lavorazione ma anche il risultato di un lavoro ben fatto.

Ecco dunque l’icona tondeggiante a forma di “carda-smile” che anticipa un lettering che garantisce leggibilità e personalità allo stesso tempo.

Oltre a questo abbiamo lavorato sul sito web responsivo facendo leva solo su alcune immagini fornite dal cliente.

Per il resto mi sono occupato di scattare foto in azienda,  definire e condividere con la proprietà il wireframe del sito, redigere i testi e coordinare sia la scelta che la personalizzazione del template wordpress oltre che il montaggio della stessa piattaforma.

Quest’ultima risulta essere oltre che perfettamente navigabile da ogni dispositivo, anche Google friendly per quanto riguarda la rintracciabilità del sito anche da ricerche mobile che ormai costituisco il 60 % del totale del traffico Internet.

filatura

Al termine di questo lavoro è accaduto quanto potete verificare cliccando qui.

 

 

Realizzato il sito web per i Bizantini marmi di Jesi

4 aprile 2014 | di Diego Ciarloni

Per uno dei marchi più interessanti nel settore dei rivestimenti in pietra marmo e materiali compositi: i Bizantini di Jesi, ho avuto l’onere e l’onore di progettare il relativo sito Internet istituzionale, primo punto di una politica di web marketing che ho pensato e condiviso per step con la proprietà.
Il sito web è stato concepito per essere usabile su qualunque tipo di device, sia esso un computer o uno smartphone o un tablet, e per trasmettere, in quasi tutte le pagine della struttura in cui si potrà entrare, le tipologie di prodotto-servizio offerto, oltre alle peculiarità di interlocutori con cui l’azienda ha interesse ad entrare in contatto.
Sono state pensate delle gallery a filtro, in cui è possibile navigare sia per tipo di materiale che per tipologia di finalità di rivestimento o brand collegato.

 

Realizzaizone sito web i Bizantini

E’ stata data notevole rilevanza agli importantissimi brand di produzione di rivestimenti di nuova generazione (Laminam, Silestone) con cui l’azienda ha stretto delle parterchip molto importanti su determinate tipologie di segmenti operativi.
Il sito, dotato di un CMS (Content Management System) dedicato, è stato realizzato in parti dinamiche solo per le aree a più probabile necessità di modifica: come il cosa facciamo e tutta la parte realativa alle gallery ed ai prodotti che sarà accessibile da parte del cliente con un back-end facile ed intuitivo per le operazioni di modifica.

leggi tutto

 

Il gruppo Fala di Ancona opera nel settore dell’illuminotecnica da più di 40 anni.

Si presenta sul mercato con tre marchi, ognuno rispettivamente pensato per un tipo di segmento operativo, oltre che per connotare meglio determinate tipologie di prodotto.
L’azienda progetta e produce direttamente la stragrande maggioranza degli elementi e dei componenti dei propri prodotti che propone sia in Italia che all’estero.

Gli obiettivi che ci siamo prefissi con l’attività di social media marketing, intesa sia come social networking che come social media adverting sono stati principalmente:

  • Sviluppare la community in Italia, ma soprattutto all’estero fra gli addetti ai lavori.
  • Puntare ad accrescere il numero del fan nei paesi e città indicate dal cliente.
  • Creare occasioni di engagement su tematiche relative ai prodotti, ai progetti e alle potenzialità del gruppo sui diversi tipi di interlocutori.
  • Invitare e quindi condurre potenziali clienti e opinion leader, presso le manifestazioni e fiere in cui il gruppo Fala ha partecipato con propri stand e proposte.
  • Attivare e accrescere nuovi collegamenti
  • Consolidare le partnership e collaborazioni in giro per il mondo, facendo indirettamente formazione sull’uso e sui reciproci vantaggi di un uso corretto del social networking.

I risultati nei primi mesi di collaborazione sono stati oltremodo incoraggianti, infatti attraverso l’uso di Facebook e Twitter ho potuto raccontare e far dialogare con profitto l’azienda di Ancona: sia con nuovi che con consolidati interlocutori in giro per il mondo: dall’Inghilterra all’Ucraina, dalla Russia al Giappone e dall’Italia al Canada.

Twitter

Architetti, progettisti, punti vendita, showroom e general contractors, oltre a possibili clienti finali di assoluto livello, stanno infatti popolando attivamente  la community del gruppo Fala, al punto che si pensa di trasferire nella comunicazione e conversazione sui social network una buona fetta dei prossimi investimenti in comunicazione, oltre ad una parte del lavoro operativo del gruppo, come ad esempio il customare care.

E questo è solo l’inizio della trasformazione del gruppo in una vera e propria enterprise 2.0.

L’azienda Fala è, dopo questo breve cammino assieme, un’impresa a cui ho dimostrato con i fatti e i risultati quant’è  importante per non dire decisivo investire con attenzione sul web e sui social network, al fine di poter dialogare (più che comunicare) più da vicino con i clienti.

Quanto sopra detto, a patto che  gli investimenti e l’impegno (assolutamente alla portata) siano costanti e rivolti al desiderio di ascoltare e migliorare la qualità delle relazioni, il risultato sarà un durevole oltre che di duraturo coinvolgimento con le persone di riferimento, in qualuque parte del mondo si trovino, con tutto ciò che questo comporta.

In questo modo avrà ancora più senso la bio che ho coniato per battezzare la modalità di fare social networking da parte del gruppo Fala di Ancona:

“Let’s talk about lighting and lighting design. We tunr on ideas to shine enviroments”.

Bella no? 😉

 

Fala

 

 

La “presenza” attiva  e la comunicazione sul territorio per un concessionario auto è un elemento strategico del proprio modello di business.

In questo senso i rivenditori auto stanno considerando sempre più il web come terreno privilegiato su cui agire ed operare.

In particolare c’è la voglia e la necessità, da parte di quest’ultimi, di cogliere l’opportunità di trasformare il  proprio punto vendita auto in vero e proprio concessionario 2.0.

Le modalità possono essere a volte discutibili ma non stiamo a sottilizzare…intanto qualche cosa si muove e sono ben felice che questo accada!

In particolare, a testimonianza di quanto appena detto, per il cliente Auto 90 (concessionario auto Peugeot e Skoda su Ancona e dintorni), ho avuto 5 mesi di libertà totale, (forse troppa) e un imperativo (obiettivo): portare clienti in salone attraverso l’uso dei social network.

Ho accattato la sfida (anche se io mi occupo di social media marketing e non di accompagnamento in salone, ci tengo a precisarlo)! Tuttavia nei fatidici 5 mesi sapete come è andata??

Praticamente da zero (senza poter mettere mano al sito web istituzionale fra le altre cose) e nonostante il social networking non serva propriamente e direttamente allo scopo indicato, ce l’ho fatta!

I clienti oggi entrano nel salone del mio cliente ed esclamano ai venditori frasi tipo: “T’ho trovato su Internet…” ” C’è tizio (nome del venditore)? ” Hai detto su Facebook che…”

Una certa soddisfazione, lo confesso, mi ha colto quando ho notato lo sguardo incredulo dei titolari per cotanto risultato!

Per arrivare a centrare l’obiettivo sono passato attraverso la scelta, la personalizzazione e l’attivazione dei canali social, una produzione di contenuti meno pubblicitari e di maggiore utilità, ho coinvolto, per quanto ho potuto, il personale del concessionario, ho aperto al dialogo, ho puntato alla rintracciabilità sui motori di ricerca e all’ascolto… oltre che a creare, più che mantenere, una buona reputazione.

In particolare ho agito come segue.

Ho fatto leva su Facebook

  1. in qualità di atterraggio della conversazione per i contenuti di quasi tutti gli altri canali 2.0: dalle foto ai video etc
  2. al fine di mantenere viva la community giá presente attraverso notizie e consigli funzionali non solo all’acquisto
  3. come fulcro per condividere le notizie del mondo Peugeot e Skoda con l’utenza privata.
  4. come base di partenza di contatto con le case automobilistiche di riferimento oltre che con le pagine delle riviste di settore
  5. come baluardo della buona reputazione aziendale data la più alta diffusione del social fra l’utenza
  6. per favorire il dialogo e lo scambio con le attività commerciali nei paraggi della concessionaria
  7. per coadiuvare il rapporto con la clientela business attraverso il dialogo fra pagine delle rispettive attività
  8. in qualità di customare care embrionale.

Canale Facebook Auto 90

 

Non ho per nulla trascurato Twitter leggi tutto

 

Una concessionaria auto 2.0: il caso Marco Liera

2 gennaio 2013 | di Diego Ciarloni

Da pochi mesi ho attivato un progetto di social media marketing per la concessionaria auto Marco Liera di Jesi.

Un tipo di attività  che è nata per caso, dopo aver riflettuto su alcune “singolari esperienze” vissute al fianco di alcuni amici intenti ad acquistare l’automobile nuova.

Le stesse singolari vicende che ho scoperto esser state provate da molte persone, compreso il sottoscritto, nelle fasi precedenti l’acquisto dell”auto e che sono magistralmente sintetizzate in questo post di Gianluca Diegoli. 

Per questo ho deciso di attivarmi delineando un’ipotesi di lavoro che fosse orientata: da una parte a migliorare l’approccio alla relazione, e dall’altra che aiutasse la concessionaria a costruire la propria reputazione prima che la propria community nei social network.

Esperienze singolari a parte, è un fatto ormai  provato che  sono molte le persone, che nel mondo delle “macchine”, forse più che in altri, utilizzano con profitto le ricerche su web e il confronto sui social media, sia per orientarsi all’acquisto  e sia per individuare anche il punto di riferimento più affidabile per la manutenzione del mezzo.

Tutto qui?

Nemmeno per sogno!

A mio avviso il web e  in particolare l’opportunità “social network” per le concessionarie auto al di là della funzione di coadiuvante alla vendita, rappresentano degli insostituibili canali per edificare il proprio grado di considerazione professionale sul territorio (reputazione) e per  stabilire contatti stabili e duraturi facendo leva da una parte sulla moltitudine dei contenuti su cui continuamente poter dibattere e dall’altra sulla passione, il fascino e lo spirito di appartenenza che da sempre contraddistingue il mondo dei marchi delle automobili.

Tutto ciò a patto che la concessionaria stessa o meglio tutto il personale della stessa sia disposto ad un cambio di mentalità professionale e sia aperto al parziale ripensamento delle modalità di approccio al proprio lavoro e al proprio rapporto con i clienti, con i fornitori, con i partners, con i colleghi e con il territorio.

In relazione a quanto appena detto, il mio compito, in questo caso, è stato quello, oltre che di creare, attivare e stimolare la conversazione mediante i canali social, anche e soprattutto quello di provare ad orientare, formare, avviare e seguire il personale della concessionaria stessa.

Ho lavorato in via del tutto sperimentale per certi versi, scegliendo di aprire e lavorare su 4 canali social (Facebook, Twitter, You Tube e Pinterest) al fine di raggiungere gli obiettivi che insieme al cliente abbiamo provato ad individuare

1 ascoltare/creare una community interessata alle argomentazioni relative alle attività della concessionaria e dei relativi marchi trattati.

2 raccontare il prodotto auto, provando a “digerire” tutte le informazioni che arrivano all’utente finale attraverso la comunicazione tradizionale dei brand trattati (Renault, Dacia, Nissan e Mahindra).

3 dare un volto alla forza vendita e al team tecnico dell’officina, rendendola protagonista di quanto appena indicato nel punto 2

4 relazionarci con le altre attività commerciali attive sul territorio per ipotizzare delle iniziative integrate e dare maggiore spinta alla conversazione sul territorio di competenza

5  metterci in relazione-dialogo sia con i canali dei brand trattati, sia con il mondo della comunicazione specializzata (Quattroruote etc), anch’essa fortemente presente con merito nel mondo del social media.

In pochissimo tempo (meno di 90 giorni) ed in un territorio piuttosto ristretto (Jesi e parte della Vallesina) i risultati sono stati i seguenti.

Attraverso il canale Facebook sono stati raggiunti gli obiettivi dei 5 punti.

Nello specifico questo social s’è dimostrato, secondo previsione, utile soprattutto per i punti 1-4-5.

In particolare per quanto riguarda il punto 4, la concessionaria è divenuta il contenitore più importante di tutte le attività, organizzazioni, enti etc che gravitano sul territorio di Jesi e dintorni e che in Facebook cercano un collegamento.
Tutto questo ha generato in particolare dei contatti con attività molto diverse fra loro, ma utili per fare networking e per integrare i propri servizi ed esperienze al fine di maturare una reputazione interessante nei confronti delle reciproche comunità.

Il canale Twitter, utile per informare i follwers sulle attività e sulle presentazioni trattate in salone e sul territorio, s’è rivelato il miglior strumento sia per l’ascolto che per l’interazione con i brand e con gli account della stampa specializzata (punto 5).

S’è rivelato, fra l’altro, lo strumento più adatto per raccontare e condividere in tempo reale le esperienze dei test drive e delle varie iniziative promozionali e per stabilire un coinvolgimento diretto ed immediato con ogni singolo utente sul territorio.

Le potenzialità non si fermano qui…

leggi tutto

 

Stonewave è il marchio più prestigioso dell’Azienda Nice&Square che opera nelle Marche e che si occupa di rivestimenti e complementi in marmo di altissimo livello e che mi ha affidato la propria comunicazione.

Il progetto è articolato in diverse fasi:
1 Individuare un format il più possibile coordinato;
2 Realizzare il materiale da “lavoro” per la forza vendita (catalogo);
3 Individuare una strategia per conquistare un’identità e uno spazio on line web e social, tenuto conto del potenziale aziendale.

Per prima cosa mi sono concentrato sull’essenza del marchio, per cercare di definire il più chiaramente possibile quale fosse il motivo del suo operare.
Così ho “coniato” la tag line “Plasmiamo la pietra affinché assecondi le forme del design contemporaneo”.

Successivamente, attraverso un confronto con il cliente, abbiamo definito di lavorare per priorità.
Per quanto riguarda la forza vendita, abbiamo deciso di puntare su un supporto cartaceo riconoscibile e che fungesse contemporaneamente sia da catalogo-prodotto che da relativo listino, di cui ho seguito la realizzazione a partire dall’impostazione grafica, con il prezioso contributo di Gianluca Garbuglia, fino alla fase di fotolito e stampa.


Poi mi sono concentrato sullo sviluppo e il progect management del sito web istituzionale, per la cui realizzazione è stata una preziosa alleata Comunicrea.

Ne ho curato i contenuti istituzionali e ho strappando la promessa all’Azienda di mantenerlo vivo (con o senza di me) quasi fosse un proprio figlio adottivo; da parte mia, l’impegno è stato quello di seguirne i primi passi, oltre alla stesura del piano editoriale e dei primi post del corporate blog (almeno per il momento).
L’obiettivo è quello di dotare l’Azienda di una piattaforma on line in cui poter mostrare da una parte la tipologia del proprio standard di prodotto, dall’altro tentare di raccontare nella maniera più interessante possibile il proprio punto di vista nel settore, attraverso un linguaggio adatto al tipo di interlocutore.

Per quanto riguarda l’approccio ai social, ho deciso momentaneamente di puntare esclusivamente sul canale Twitter con l’idea di fare della sintesi il miglior alleato “relazionale”.
Formazione ed uso corretto dello strumento sono appannaggio di un incarico che ho preso con tanto entusiasmo quanto reale e ragionevole prudenza, per un brand di un settore peculiare in cui molto c’è da sperimentare e da analizzare, per poi ripartire con dati ed intenti sempre più all’altezza degli obiettivi di reputazione e riconoscibilità prefissati.

In bocca al lupo Stonewave!!

 

 
 

 

Kontagio è un marchio di Diego Ciarloni
Cod. Fisc. CRLDGI74P26A271B | P. Iva 02268550429 | Via Renaldini, 10/a | 60126 Ancona
Tel. +39 328 7310369 | diegociarloni@kontagio.eu