Diffondo e trasmetto il valore del lavoro dei miei clienti con passione ed inventiva. Dalle persone alle persone.


 



Altre informazioni


Cerca



Creative Commons License

Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 (Italia License).



E’ terminato da qualche giorno il corso di specializzazione in “Non-conventional marketing e viral marketing & viral DNA” a cui ho preso parte con enorme soddisfazione.

Con consapevole ritardo in questo post, dovuto ad una serie di vicissitudini, decido di raccogliere le impressioni di questa fondamentale e ricchissima esperienza.

Fondamentale perché segna un  importantissimo momento di svolta nell’atteggiamento verso il mio lavoro, che mi porterà certamente a cambiare l’approccio anche nei confronti dei clienti, ai quali sarà orientata buona parte del bagaglio culturale e formativo acquisito.

Ho capito immediatamente di essere nel posto giusto fin dall’inizio e cioè da quando Alex Giordano e Mirko Pallera, fondatori di Ninja Marketing e relatori della prima parte del corso, hanno affermato: “ il marketing non-convenzionale non esiste e comunque qualora esistesse è ampiamente superato e in ogni caso è bene guardare avanti”.

Chi ben comincia è a metà dell’opera, ho pensato, e infatti così è stato.

L’esplorazione per la verità è cominciata con un esercizio che c’ha condotti a occhi chiusi al cuore della nostra persona, attraverso la quale è stato particolarmente emozionante  tornare indietro nel tempo e ritrovarsi bambini…puri…spogliati dei pregiudizi e delle sovrastrutture, adeguatamente preparati per affrontare  nel migliore dei modi un viaggio che ha avuto senso percorrere proprio con questa fondamentale premessa.

Il marketing, solitamente freddo, distaccato e calcolatore, attraverso un salto di qualità, in senso assoluto, con questo approccio è stato riscoperto come pratica spirituale…materia che mette al centro prima di tutto la sostanza principale dell’uomo – l’anima – e il suo desiderio di ricerca.

Ricerca intesa non come desiderio spasmodico di denaro o di conquista di uno status simbol, ma… essenzialmente e più semplicemente di un buon grado di felicità.

Status che abbiamo imparato a collegare alla soddifazione dell’esigenza del legame sociale fra le persone,  a cui è attribuito un valore primario e con cui il marketing ha il dovere di confrontarsi costantemente.

Lo dicevo io che quando ho deciso di intraprendere il mestiere di comunicatore, i miei studi e la mia tesi in mutamento sociale  mi sarebbero serviti!!

Di fatto, l’accelerazione del fenomeno del cambiamento sociale in atto in questi ultimi anni, dettato anche dall’enorme diffusione di massa dell’uso di Internet e dei social network oltre che dei supporti tecnologici (smartphone, iPad, etc.) adatti alla consultazione e produzione di contenuti anche in mobilità, ha fatto sì che le marche, se ambiscono a suscitare interesse, devono puntare  su atteggiamenti basati, oltre che sull’emozione, anche sull’effettiva autenticità del proprio valore e di ciò che propongono.

Il cliente o l’utente, nel marketing di nuova generazione, è considerato per quello che è: un individuo ‘esperto’ di ciò che cerca perché in grado di informarsi. Proprio per questo può rappresentare un valore ancora più importante per i brand, dal momento che a sua volta il cliente/utente può diventare “mezzo” di diffusione, se opportunamente coinvolto da un messaggio/esperienza che ritiene meritevole di condivisione con la sua rete sociale, secondo lo schema: (Sense, Feel, Think, Act, Relate).

A questo proposito è stato molto interessante soffermarsi su ciò che rende un messaggio efficace e soprattutto memorizzabile.

L’esperienza è considerata l’attività che più delle altre (80%) è in grado di “forgiare” un ricordo netto e fruibile, a differenza dell’ascolto (15%) e della lettura (10%) con percentuali di memorizzabilità molto meno interessanti.

Da qui l’introduzione all’importanza e alla formidabile resa delle attività di guerrilla-ambient- street marketing, etc.

Con il modello di campagna social media e l’analisi del ‘QR6’, con l’approfondimento delle tecniche di gestione per  una “sana” e corretta conversazione social media, passando per la gestione/valutazione dei momenti di crisi, s’è chiusa la prima giornata di formazione non convenzionale.

Il giorno dopo è stata la volta dell’approfondimento sul viral marketing con due relatori d’eccezione:  Matt Smith, co-fondatore e Director of Strategy della più quotata agenzia virale del pianeta The Viral Factory di Londra e Claudio Branno,  Head of Seeding and buzz della medesima società.

Con loro abbiamo potuto approfondire fin nel dettaglio il significato di comunicazione “virale”.

Definizioni a parte e al di là del fatto che il concetto di viralità è misurabile e meritevole di interesse per la sua caratteristica di essere veicolo di diffusione, attraverso la condivisione-relazione, abbiamo concretamente vissuto i segreti dell’ideazione, produzione, diffusione (seeding) e monitoring dei fenomeni virali.

Abbiamo compreso quale sia il valore di queste attività e di come, a differenza delle azioni del marketing e comunicazione tradizionale, il virale sia destinato a produrre valore per il cliente a tempo indeterminato e a costi sempre e comunque tendenti a zero.

E’ stata un’immersione totale nel mondo del non-conventional che per quanto mi riguarda ha segnato la svolta professionale che andavo cercando e che finalmente ho trovato.

Grazie ad Alex Giordano e a Mirko Pallera di Ninja Marketing, a Matt Smith e Claudio Bonanno della The Viral Factory di Londra, con la promessa che quanto prima ci sarà occasione per approfondire e per collaborare fattivamente su qualche importante ‘case’ condivisa.

On!

 

2 Risposte a “Formazione: ricordi di un’esperienza non convenzionale”

  1. alex giordano scrive:

    Grazie mille a tutti voi, un’espereinza che ha senso solo se vissuta in totale compartecipazione. A presto allora…

  2. Diego Ciarloni scrive:

    Sono più che convinto che ci sarà un seguito di sicuro interesse e di vera condivisione d’intenti.

 

 

Kontagio è un marchio di Diego Ciarloni
Cod. Fisc. CRLDGI74P26A271B | P. Iva 02268550429 | Via Renaldini, 10/a | 60126 Ancona
Tel. +39 328 7310369 | diegociarloni@kontagio.eu