Diffondo e trasmetto il valore del lavoro dei miei clienti con passione ed inventiva. Dalle persone alle persone.


 



Altre informazioni


Cerca



Creative Commons License

Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 (Italia License).



Con questo post voglio parlare di una “case history” molto interessante riguardante l’importanza della reputazione delle persone nelle trattative d’affari.
Questo per dimostrare, semmai ce ne sia bisogno, l’efficacia di una nuova visione del “marketing aziendale” indipendentemente dal fatto che sia etichettato non convenzionale (non conventional-integrated communication) o meno.
Un’esperienza che mi è indirettamente capitata e che, per come la vedo io, è testimonial dell’enorme potenzialità di rinnovamento e di rilancio insita in una ‘giusta presenza su web’ di ogni dipendente, collaboratore e soprattutto di ogni azienda, in grado di aprire nuovi orizzonti mentali, commerciali e persino spirituali.
Un caso che credo ci debba far riflettere su quali siano le priorità e le peculiarità da sfruttare grazie all’utilizzo di nuovi codici, linguaggi, strumenti e approcci alla comunicazione.
Ovviamente siete liberi di non credere a quanto sto per scrivere e sul fatto che la storia sia effettivamente vera o meno.

archimede
I fatti in breve.

Circa due anni fa una imprenditrice appassionata di letteratura e poesia, essa stessa autrice di romanzi e poesie, intuisce che per questa sua passione sarebbe stata utile una “presenza” attiva sui social network.

Gli obiettivi? Nessuno.

Le ambizioni? Zero.

 

leggi tutto

 

Appena ripreso dall’abbuffata elettorale, cerco di mettere in fila un paio di fatti clamorosi (fra cui le stesse elezioni) che in qualche modo mi hanno colpito e che in queste ultimissime settimane hanno evidenziato, semmai ce ne fosse stata la necessità, l’importanza del binomio comunicazione – contenuti in ottica di successo della diffusione del messaggio (e della sua efficacia): in due parole, della sua viralità.
L’impressione, infatti, è che quest’ultima sia destinata ad essere sempre di più una fra i più interessanti termometri dell’efficacia (e/o dell’esistenza) di qualunque tipo di operazione nel settore della comunicazione e nelle organizzazioni che ne fanno uso.

E tutto ciò affascina, contagia e spinge le istituzioni, le aziende, i marchi etc. a voler imitare quei fenomeni che per primi s’impongono all’attenzione di molti e che incoraggiano tantissimi altri a seguire la stessa strada.

Però, se è vero che la rete e il fenomeno del social media marketing possono costituire un canale straordinario per avere “visibilità”, in pochi forse hanno compreso che per “scatenare” la viralità , oltre che dei bravi professionisti occorrono prima di tutto dei contenuti che facciano la differenza e che per fortuna a volte si trovano già dentro le attività.
Questione non da poco se pensiamo che quanto detto può fare la differenza fra essere o non essere, fra esistere per i nostri interlocutori o lavorare nella più totale “invisibilità”, con tutto ciò che ne comporta.

A proposito di quanto detto voglio cogliere l’occasione per riflettere su due fenomeni di cui accennavo in partenza.

Il primo contesto virale di cui voglio parlare è quello dell’ultima campagna Heineken “The Candidate”, perché oltre ad essere una mera operazione di viral di un marchio prestigioso e conosciutissimo, come quello della birra olandese, è a mio avviso molto di più e cioè la dimostrazione di come tutto (proprio tutto) in un contesto aziendale o di brand etc. è e può diventare comunicazione.

Quindi come tale può coinvolgere l’utente stimolando il suo interesse, la sua attenzione, il suo innato desiderio di condividere il “valore” di cosa vede con chi conosce.
Il sentiment che ha suscitato il brand, il grado di coerenza dell’operazione con lo stile del marchio sono tutte conseguenze importantissime da cui però per un attimo vorrei distogliere l’attenzione.
Perché?
Perché credo sia utile sottolineare come la campagna Heineken abbia inequivocabilmente dimostrato che in qualunque azienda, pur senza il grado di appeal del brand in questione o livello di budget, è bene poter immaginare che in ogni singolo reparto si costruisca quotidianamente la propria identità (possibilità di successo) a vantaggio di una crescente curiosità e di una comunicazione-passa parola “virale”….o vitale.

“L’essere o non essere” come diceva Sir William S.; credo che da oggi in poi stia tutto qui.

A mio avviso, infatti, sta proprio in quest’aspetto la genialità dei contenuti dell’operazione che mi hanno davvero colpito e davanti ai quali mi tolgo volentieri (e virtualmente)  il cappello.

leggi tutto

 

Buone notizie per gli “startuppari” marchigiani.

Sapevate infatti che la Provincia di Ancona, ha stanziato oltre un milione e trecentomila euro per il finanziamento di nuove imprese?
Bisogna fare in fretta però per presentare domanda, il termine scade infatti il 5 febbraio 2013.

Il contributo a fondo perduto ammonta al massimo a 25.000,00 euro ad eccezione di quei soggetti svantaggiati per cui la contribuzione può arrivare fino a 30.000,00 euro.

In particolare, la provincia di Ancona si rivolge a persone: che abbiano compiuto 18 anni al momento del deposito della domanda, che siano residenti nel territorio della Regione Marche e che appartengano alle seguenti categorie:

  • Lavoratori dipendenti
  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti
  • Lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria
  • Lavoratori con contratti di lavoro atipici
  • Disoccupati e inoccupati

Alla faccia di chi sostiene che le provincie non servono a nulla :) , quella di Ancona propone un progetto davvero interessante, per cui se avete una buon idea da trasformare in attività perché non provarci?

Per quanto mi riguarda vi dico che se avete un buon progetto da trasformare in attività, oltre a potervi aiutare nel lancio e nella promozione della vostra impresa (con servizi di consulenza di marketing e comunicazione rivolta alla realizzazione di piattaforme web, App per Tablet e Smartphone, pianificazione di azioni di social media marketing, web marketing, search marketing,  di e-commerce e social commerce), mi fa piacere comunicarvi che faccio parte di un network di professionisti che vi possono assistere e aiutare anche per le pratiche burocratiche, per la redazione e deposito delle domande e per l’eventuale consulenza fiscale.

Come recitava un noto detto popolare marchigiano e non solo: “Quello che c’è da dì tocca dillo e va detto”…in questo senso io il mio dovere l’ho fatto!

Per maggiori info e per scaricare il bando è possibile cliccare qui.

Per contattarmi invece non avete che l’imbarazzo della scelta! ;)

 

In un periodo in cui mi sto concedendo con sempre più trasporto ad un studio matto e disperato senza preoccuparmi più di tanto se mi cresca il naso e la gobba come il mio più illustre predecessore marchigiano Giacomo Leopardi e dal momento che gli approfondimenti su cui decido di scrivere, casualmente hanno sempre più a che vedere con le richieste dei clienti, vorrei concentrare l’attenzione sulle offerte di Facebook: servizio lanciato a settembre 2012 dal social di Zuckerberg e che permette a tutte le aziende di offrire sconti e promozioni attraverso la propria pagina.

Si tratta di un’opzione visibile direttamente sullo strumento di condivisione nella parte superiore del diario di una Fan Page.
Attraverso questa nuova funzionalità, si può creare uno sconto o una promozione raggiungendo teoricamente un vasto numero di persone.
Il meccanismo è semplice, ricalca la logica dei coupon, solo che non prevede nessuna transazione diretta tra Facebook e l’utente
Si possono impostare 3 tipi di offerta da creare, a seconda di come si vorrà rendere utilizzabile l’offerta: “Solo nel negozio”, “Nel negozio e online” e “Solo online”

leggi tutto

 

Il valore e la valenza del search engine marketing

0 commenti

17 dicembre 2012 | di Diego Ciarloni

Partendo da una domanda che spesso mi sento fare dai miei clienti: ”Da cosa traggono profitto Google, Facebook etc” prendo lo spunto per parlare di “search advertising o search marketing” che per l’anno che volge al termine rappresenta uno dei pochissimi segni positivi del mercato pubblicitario.

Per prima cosa credo possa essere interessante mostrare dei numeri…per dare l’idea precisa di quanto “valga” oggi il search engine marketing.

Ecco cosa accade oggi negli Usa in termini di investimenti nell’ on line advertising

138,5 mld di dollari è il budget pubblicitario complessivo suddiviso nel seguente modo

  •  46% TV
  •  29% è speso in annunci su internet: Ads ed email marketing.
  •  25% la carta stampata

Ripartito specificatamente nel web con le seguenti percentuali

  • 44% Google
  • 12,3% Yahoo,
  • 3,1% Facebook,

Questo ci dice che la “pubblicità” on line (su Google per lo più) è in decisa e continua crescita, nonostante dalle nostre parti (soprattutto per quanto riguarda il SEM ad Ancona e nelle Marche) ci sia ancora un moderato scetticismo a riguardo e nonostante i numeri dicano che in Italia: durante il primo trimestre 2012 si è incrementata la spesa nell’online advertising del +8,5% rispetto al 2011 nonostante si sia registrato un calo complessivo del -7,5% in spesa pubblicitaria (pari a quasi 2 mld di euro in termini assoluti).

In particolare il Search è al 1° posto tra le categorie Internet,-> +7,5% rispetto 2011…il direct mail per capirci ha segnato un – 8,9%

E…udite udite!

Nel 2016: si prevede che gli investimenti online saranno raddoppiati!

Intanto nel 2011 il fatturato Google è stato di 37,9 mld di dollari.

Di questi, il 96% è arrivato dall’advertising (36,4 mld di dollari).

Nel 2012, in particolare nel primo semestre 2012, Google ha già realizzato un incremento del fatturato generato dall’advertising superiore al 20%…scusate se è poco!

Fonti:  Marketing Zeus e Nielsen

Quanto su detto è servito per snocciolare  meri  numeri, a proposito dei quali credo sia normale chiedersi come mai, in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, sia possibile un successo di questa portata.

E non solo…

  • Perché il search advertising è così in salute?
  • Perché fare pubblicità on line è importante e sarà sempre più utile pianificarne le dinamiche?

Ecco una serie di probabili risposte ai quesiti appena posti.

Perché a differenza dell’advertising tradizionale dove le performance non possono essere monitorate con precisione e con assoluta certezza, attraverso il web si può misurare non solo la resa della campagna, ma anche il tasso di conversione (cioè chi, fra gli utenti o destinatari dell’azione, concretamente reagiscono in relazione agli stimoli della campagna) che quasi sempre, nei casi di attività di e-commerce, corrisponde ad un acquisto.

Non dobbiamo dimenticarci tuttavia che anche per coloro che si prefiggono altri tipi di obiettivi al di là della vendita diretta: ad esempio invitare gli utenti ad iscriversi ad una newsletter od attivare una mera politica di branding etc, gli investimenti nei risultati sponsorizzati di Google, sono azioni che possono condurre con soddisfazione al raggiungimento delle proprie intenzioni.

  • Perché l’obiettivo dell’utente è trovare la risposta più esauriente possibile alla sua domanda.
  • Perché l’obiettivo di Google è offrire all’utente la risposta che cerca: così tornerà alla prossima ricerca.
  • Perché l’obiettivo di chi investe nell’on line advertising è far apparire tra i risultati di ricerca ciò che occorre a chi sta cercando ciò che si offre: così ai clic seguirà la possibilità molto concreta che l’utente diventi cliente o “seguace”.
 

“Senigallia: la città eccellente”

2 commenti

12 novembre 2012 | di Diego Ciarloni

Qualche giorno fa ho avuto l’onere e l’onore di parlare, in sede della Confcommercio di Senigallia, dell’importanza del “fare rete in rete”, ossia delle potenzialità del web anche per coloro che possiedono un’attività commerciale o ricettiva, che per propria natura, sappiamo essere limitata ad una zona o ad un bacino d’utenza circoscritto.

Sinceramente ho avuto più onore che onere, perché oltre ad aver contribuito al lancio di un’ ottima idea di un amico, si è trattato di introdurre agli intervenuti il progetto Senigallia: la città eccellente”: piattaforma digitale in grado di mettere in contatto le attività commerciali con i loro potenziali clienti di cui tra l’altro vorrei accennare in questo post.

In pratica si tratta di una proposta finalizzata a combattere il momento di crisi mettendo in contatto le attività commerciali con i loro potenziali clienti in modo tale da migliorare i servizi offerti e la soddisfazione dei fruitori stessi…da qui l’idea della città eccellente.

Per i clienti il progetto ha la forma e sostanza di offerte e promozioni dedicate, per le attività aderenti quella di aumento di visibilità, feedback gratuiti e potenziale aumento di affari.

Il tutto si snoda attraverso il sito senigallia.it, dove gli utenti possono registrarsi molto velocemente compilando una semplice form.

Fatto questo primo passaggio si riceveranno due mail all’indirizzo di posta elettronica indicato al momento della compilazione del modulo: una riporterà i dati con i quali sarà possibile accedere a senigallia.it, l’altra conterrà invece “nome, cognome e codice”.

Per poter usufruire dei vantaggi messi a disposizione dalle varie attività aderenti basterà dunque stampare, e mostrare al momento degli acquisti, la mail contenente “nome, cognome e codice”.

L’esercente a sua volta inserirà il codice che il cliente gli avrà mostrato (condizione imprescindibile per poter usufruire delle agevolazioni) e registrerà l’effettivo acquisto nella sua “Scheda attività” sempre all’interno del sito senigallia.it.
A questo punto il cliente riceverà una mail con un link diretto al questionario di valutazione dell’attività che rappresenta, una volta compilato, la chiusura della procedura.

Obiettivi

Risparmio per gli utenti grazie alle offerte e le promozioni a loro riservate
Aumento di visibilità, feedback gratuiti dei clienti e potenziale aumento di affari per le attività aderenti

leggi tutto

 

Di comunicazione e marketing virale in questo periodo si parla spesso.

A partire da chi pensa sia la soluzione marketing e commerciale a tutte le difficoltà, a chi crede che la viralità di una campagna sia possibile per qualunque azienda e per qualunque tipo di prodotto o servizio, per finire, per così dire, a chi è sicuro che la comunicazione virale sia una forma di pubblicità a basso costo che chissà per quale oscura forza è capace di diffondersi in Internet come fa un virus fra le persone, contagiando e lobotomizzando chiunque vi entri in contatto, al fine di orientarle all’acquisto dei prodotti o servizi oggetto di campagna.

Al di là del fatto che mi sono permesso di fare affermazioni volutamente “discutibili” e precisando che non ho intenzione di parlare in questo post di tecniche di marketing e di comunicazione virale “convenzionali”, mi va di parlare di un’esperienza all’aeroporto delle Marche che ritengo significativa pensando a come alcune potenziali pratiche di marketing virale “naturale” e  a costo zero non vengano ahimè, diciamo così, sfruttate in pieno.

In breve i fatti.

Qualche giorno or sono, mi sono trovato in aeroporto per girare 5/6 secondi di un video corporate per un mio cliente e con stupore ho scoperto che per questo tipo di attività, indipendentemente dal fatto che si giri il remake di Ben-Hur con un cast da colossal o una clip aziendale con una persona + operatore:

  1. E’ necessario chiedere l’autorizzazione scritta
  2. Che la suddetta autorizzazione è a pagamento
  3. Che l’oggetto del punto 1 ha bisogno di un iter burocratico di circa 10 giorni per dare il suo responso.

Ci tengo a puntualizzare che nel mio caso il personale dell’aeroporto s’è dimostrato all’altezza delle circostanze ed in breve, dopo aver allertato tutti coloro che andavano avvisati da procedura, mi hanno concesso di girare in seduta stante i miei 5 secondi di video senza colpo ferire.

Oltre a ringraziarli per il buon senso, tuttavia mi permetto di dire la mia sull’iter e su una politica che regola il permesso a realizzare dei contenuti video professionali, per come la vedo io, che  invece di “tutelare” un’area importante e strategica come quella dell’aeroporto, paradossalmente la penalizza fortemente.

Sia chiaro che non sto parlando dell’autorizzazione a filmare zone sensibili dello scalo, dove sarebbe giustificata la necessità di regolamentare e monitorare attività di diffusione dell’immagine, ma mi riferisco alla parte del terminal che è vissuto quotidianamente da centinaia di persone.

In particolare mi va di soffermarmi su quell’area dell’aeroporto delle Marche (la quasi totalità) dove chiunque, munito di smartphone e collegamento ad Internet ed ai social network, magari di ritorno da una vacanza,  può postare un video della sua esperienza in loco, liberamente e senza che niente e nessuno glielo possa vietare…. anche perché da nessuna parte (e ci mancherebbe) si trovano segnali che vietano simili attività.

Personalmente (disposizioni Enav a parte che prendo per buone e  su cui credo si possa discutere) al fine di dare una visibilità potenzialmente planetaria allo scalo delle Marche, soprattutto in un momento dove si pensa alla realtà marchigiana come esclusivo riferimento merci e dove tutto il tessuto imprenditoriale vive da anni una situazione di complessivo stallo,  immagino che un’attività virale a costo zero avrebbe di sicuro la forza per mettere in moto un volano virtuoso a vantaggio dell’aeroporto marchigiano. E aggiungo, perché no, anche del tessuto imprenditoriale che vi insiste.

In che modo?

Con il marketing virale “naturale” , che non necessita,  per essere attuato, della più grande fra le agenzie di comunicazione delle Marche o del mondo!

E udite udite… a 0 euro!

Per come la vedo io, infatti, basterebbe adottare alcune semplici regole che nell’immediato frutterebbero un po’ meno ma che nel lungo periodo risulterebbero molto più “interessanti”.

Provo ad elencare qui di seguito le regole del “marketing virale naturale” applicato a questo caso.

leggi tutto

 

 

Dal momento che da qualche settimana è possibile registrarsi senza sottostare alla modalità invito e dato che personalmente considero Pinterest uno fra i social network più interessanti al momento,  mi fa piacere parlare un po’ di questa rivoluzionaria “risorsa sociale” non solo adatta a chi produce o commercializza prodotti, ma anche a tutti coloro che vogliono mettere in rete la propria attività mediante immagini e/o usando le cosidette infografiche.

Nato due anni fa circa dall’idea di tre ragazzi (Sharp, Silbermann e Sciarra), deve il suo nome alla fusione di due termini inglesi, pinboard (bacheca) e interest (interesse) da cui si intuisce lo scopo per cui Pinterest, come dice Guido Meda, c’è! ;)
Ma cosa originalissima, che contraddistingue questa piattaforma da tutti gli altri social network di assoluto rilievo, è che le persone con gli stessi interessi possono entrare in contatto non in funzione di un “classico” collegamento sociale (amicizia etc), ma facendo leva anche e soprattutto su temi e questioni di comune interesse.
Se ci mettiamo anche l’estrema semplicità di utilizzo e il fatto che parla davvero per immagini, si può intuire come sia rapido per veicolare le informazioni e come la sua consultazione sia più facile, immediata e di notevole impatto.
Le immagini su Pinterest generalmente sono di altissima qualità, relative a tantissime tematiche moda, musica, cinema, marketing, cucina, arte e molto altro ancora.
Ma in pratica come funziona?

leggi tutto

 

Vi siete mai chiesti quale sia il periodo migliore per produrre contenuti in ottica SEO?

Sembrerebbe un quesito di scarsa importanza quello che ho appena proposto; infondo non dipende dal periodo dell’anno in cui si scrive se si possiede un buon posizionamento sui motori di ricerca ed una buona rintracciabilità, grazie al fatto di aver adottato una valida, accattivante e soprattutto costante strategia di produzione  dei contenuti in ottica di search engine optimization.

Tuttavia – complici le ferie - le aziende ed i relativi aggiornamenti, ora pressoché fermi nelle rispettive piattaforme web istituzionali etc., mi inducono a riflettere un po’ su questo argomento.

E se il periodo più propizio dell’anno (almeno per quanto riguarda il panorama Italia) per postare o comunque produrre contenuti in ottica SEO  fosse proprio questo?

Al di là del fatto che la cosa a cui è giusto puntare è che i contenuti generino interesse, discussione…buzz etc, è indiscutibile il fatto che sia proprio la natura dei contenuti stessi, l’uso attento e controllato dei tool ad “agevolare” i motori di ricerca nell’operazione di individuazione della piattaforma oggetto di ottimizzazione, a seconda delle query obiettivo di azione.
Per non parlare dell’importanza dei tag (per far “avanzare il sito nelle preferenze dei motori”), della scelta delle keywords, della qualità e della quantità di interazioni con la piattaforma (ove possibile e prevista), ma anche della condivisione dei contenuti con i social media, oltre ovviamente alla periodicità di aggiornamento del sito o del blog con argomenti nuovi, post, etc. etc…

Fermo restando quanto appena detto, sono convinto che il periodo migliore per cercare di “recuperare” o conquistare un buon posizionamento nei motori di ricerca sia proprio il mese di agosto.

leggi tutto

 

In questi giorni ho avuto occasione di imbattermi in un progetto di una start-up davvero interessante di cui ho piacere di parlare.

Si tratta del progetto etwoo.it o meglio della materializzazione di un’idea a mio modo di vedere più che geniale.

Si tratta della più grande rivoluzione consumistica del secolo.
O così almeno viene definita dai promotori dell’idea: Mario e Daniele con cui ho avuto modo e piacere di fare due chiacchiere.

Etwoo in due parole si può definire come il primo portale di aste in beneficenza.

In pratica è un luogo virtuale in cui c’è la possibilità di partecipare a delle offerte per tentare di aggiudicarsi veri e propri oggetti di culto donati da società, organizzazioni, personaggi famosi al portale.
Dalla divisa da gara dello sportivo indossata in uno storico incontro, all’oggetto utilizzato in un’occasione particolarmente e “socialmente” rilevante etc etc.

Tutto qui? ;)

Non proprio!

La particolarità consiste nel fatto che colui che si aggiudica l’asta può scegliere liberamente e autonomamente a chi indirizzare AL 100 % la proria quota vincente, fra tutte le associazioni onlus iscritte e presenti gratuitamente su etwoo.it.

In bocca al lupo ragazzi per questa piccola grande scommessa che fa onore a voi e a tutti coloro che entreranno nel virale circuito dei “contagiati dello starnuto” etwoo… siano essi vip, comuni mortali o associazioni onlus.

Io tanto per cominciare, anche se faccio parte della seconda  suddetta categoria, quest’anno il vaccino antifluenzale non lo farò…sono sicuro che varrà la pena correre il rischio!

Eeeeeetwoooooo!

 

 
 

 

Kontagio è un marchio di Diego Ciarloni
Cod. Fisc. CRLDGI74P26A271B | P. Iva 02268550429 | Via Renaldini, 10/a | 60126 Ancona
Tel. e Fax +39 071 2412878 | cell. +39 328 7310369 | diegociarloni@kontagio.eu