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Domenica 11 di dicembre, presso l’Hotel Calabresi di San Benedetto del Tronto, ho preso parte attiva al convegno organizzato dalla Fita Gatt Marche che si occupa di coordinare l’attività di poco meno di 90 compagnie di teatro amatoriale sparse su tutto il territorio regionale di competenza.

Sono stato chiamato a parlare di reti in qualità di fresco “coordinatore e responsabile” della comunicazione Fita Gatt Marche e ho preso parte al convegno anche come rappresentante della mia compagnia.

 Il tutto alla faccia del conflitto di interessi!! 😉

Erano presenti, oltre a me, alcune delle più alte cariche federali, quali il presidente Carmelo Pace, il tesoriere Francesco Piarazzolli, il direttore artistico Mauro Pierfederici e il presidente del Collegio Sindacale Nazionale Giuseppe Mariucci, il Presidente Fita Marche Federica Bernardini ed il Presidente Fita Abruzzo Boris Giorgetti.

Oltre al sottoscritto sono intervenuti autorevoli ed importanti relatori: Giovanni Pacapelo (presidente dell’associazione amici della prosa), Jader Baiocchi (attore,regista e formatore professionista), Daniele Franci (direttore di Etoile centro teatrale europeo) , Pietro Convresano (attore e regista professionista), Lucia Ferrati (coordinatrice dei teatri di Pesaro e Urbino), Leonardo Bragaglia (attore, regista e scrittore), Massimo Vagnoni (consigliere del teatro stabile d’Abruzzo) Filippo Cruciani (Autore), Davide Giovagnetti (attore regista amatoriale) e Bruno Cavinato (Presidente Fita Umbria).

Il tema del meeting, affrontato dai relatori ognuno per le proprie competenze ed esperienze, è stato:

Teatro perché…teatro per chi? Teatro, allievi e maestri, formatori e reti.

Anzitutto devo dire che mi sono letteralmente gustato tutto il meeting parola per parola, minuto dopo minuto e non solo perché mi sono divertito a scattare foto e a filmare i momenti più salienti, ma perché è stato possibile partecipare ad uno dei convegni più interessanti degli ultimi anni, evento del quale credo si sentisse il bisogno… almeno a giudicare dal numero dei presenti e dal livello di attenzione e partecipazione.

Per la cronaca non ho nessuno sbadiglio da segnalare!!

Guardare le foto per credere cliccando qui.

Il mio intervento s’è concentrato sul termine più usato nel corso di tutto il convegno…sono state ben 26 le volte, le ho contate, in cui è stata usata la parola “rete” o il suo alter ego “network”, pur senza allusioni al Web.

Questo solo per dare l’idea di quanto sia sentito il bisogno di fare sistema e di come la “rete”, intesa propriamente come connessione Internet, sia a mio avviso una soluzione indispensabile per dare compimento alle iniziative di un sistema complesso come quello del gruppo Fita Marche.

Il titolo del mio intervento è stato (Mettiamoci in rete).

In pratica si è trattato di parlare, ad una platea “di colleghi teatranti”, di come ciò che apprezzo di più nel mio lavoro (quello vero) potesse essere utile a Fita Marche per affermarsi come interlocutore privilegiato per il teatro amatoriale regionale, al di là del valore e dell’immagine di ogni singola compagnia.

Il rischio di recitare un lungo monologo è stato tanto, anche se oggettivamente ci sarebbe stato molto da dire, soprattutto ad una platea completamente a digiuno o quasi sulle potenzialità dei nuovi “media Web”.

Credo di essermi “salvato” però (oh.. e qualcuno c’ha anche capito qualche cosa) focalizzando su ciò che ho ritenuto più utile e stimolante, date le circostanze… e cioè, descrivere le intenzioni, gli obiettivi e i vantaggi del “mettersi in rete” (perché e per chi), prendendo come esempio l’esperienza portata avanti con il blog della compagnia ed aggiungendo qualche piccola ma necessaria sottile provocazione…ho una certa esperienza in prime donne! 😉

Il paradosso di un’associazione come quella Fita a livello nazionale e Fita Marche in proiezione regionale,  finora, è stato quello di credere di aver dato vita ad una vera e propria rete di compagnie amatoriali sul territorio, quando in effetti, a ben pensare, al massimo è stato possibile attivare solamente un rapporto biunivoco fra “il direttivo” e le singole compagnie.

Fare rete o sistema, dove nel tempo tutti possono entrare in relazione con tutti in autonomia, a mio avviso, non è quello che era possibile fare fino a poco tempo fa.

Nessuna grave responsabilità…

Mancanza di mezzi, dico io!

Ora però non ci sono più scusanti, i mezzi li abbiamo…e il meccanismo di uso della rete Internet da parte dei componenti delle compagnie teatrali amatoriali, aderenti alla Fita Gatt Marche, gradatamente va attivato se vogliamo definire una rete che si possa definire tale!

In pratica, come nel teatro dell’assurdo, assistiamo ad una situazione singolare in cui proprio il mezzo virtuale diventa l’unico strumento possibile che permette all’organizzazione di diventare rete reale.

Partendo da qui, ho cercato di parlare della potenzialità del Web per le intenzioni delle compagnie, facendo notare quanto sia utile fare sistema reale e in che modo Internet oggi ci permetta di soddisfare quest’esigenza.

Poi, entrando un po’ più nel concreto, ho fatto un breve excursus sull’idea di rinnovamento dell’unico strumento Web di cui fino ad oggi s’è dotata la Fita Gatt Marche e su come fare per cercare di migliorarne l’utilità affinché lo strumento diventi il perno di una serie di obiettivi ben determinati e più vicini alle esigenze delle compagnie affiliate e degli interlocutori a livello regionale… e oltre.

Ho avuto il piacere di parlare dell’importanza del sito (al di là dei limiti strutturali attuali) come punto di partenza per la costruzione di una

1 relazione partecipata

(gli articoli di fitamarche.it sono commentabili e non più solo consultabili, il calendario degli appuntamenti è ad esclusivo appannaggio delle compagnie affiliate)

autentica rintracciabilità

(ogni contenuto-commento, presente nel sito, sarà utile per tenere un “diario di bordo” consultabile 24 ore su 24 e per fare della potenzialità dell’arricchimento continuo la capacità di aumentare esponenzialmente la possibilità di essere intercettati attraverso l’indicizzazione delle argomentazioni trattate)

3 buona reputazione

(il sito, potrà diventare, nel tempo, il manifesto dell’attività delle stesse e il primo  biglietto da visita da cui sarà possibile capire cos’è l’organizzazione Fita Marche e cosa offre).

4 conversazione e condivisione dei contenuti

(foto-video-immagini-testi-informazioni attraverso il collegamento ai social network).

Quest’ultimo tema mi ha permesso di introdurre l’importanza di aver inaugurato due canali Fita Gatt Marche sia su Facebook che su You Tube.

L’obiettivo attraverso il sito e i social è quello di mettere in condizione le compagnie affiliate, ma soprattutto le persone che fanno parte delle associazioni, e tutti coloro che vorranno dire la loro, di avere la grande opportunità di informarsi, di promuoversi e di dare il via ad interessantissime conversazioni utili a qualunque tipo di necessità, dalle più semplici a quelle più complesse.

Ho concluso esortando i presenti a capire che il paradigma, grazie all’avvento delle potenzialità del Web e dei Social Networking, è cambiato per qualunque collettività umana che gravita attorno ad un comune denominatore.

E’ in corso una rivoluzione antropologica e ho cercato di trasmettere che c’è l’opportunità e il dovere di recitare un ruolo da protagonisti in questa fase… si tratta di capire chi ha voglia e l’intenzione di farsi avanti…per gli altri ci sono sempre i dietro le quinte!

E’ finita l’epoca dei sistemi verticali e dei flussi monodirezionali.

Ma è anche finita, volendo, l’era della passività.

Abbiamo tutti la possibilità di autoconfigurare le caratteristiche della nostra organizzazione pardon della nostra rete Fita Marche come vogliamo.

Ma è necessario fare uno sforzo, producendo contenuti utili e interessanti e partecipando al dialogo portando valore… ognuno per ciò che è in grado di fare…la creatività in questo ambito non manca.

E’ arrivato il momento in cui le comunicazioni “dall’alto” e quelle degli affiliati non si sostituiscano le une alle altre ma si integrino.

L’idea è quella di materializzare per la prima volta la rete Fita Gatt Marche, attraverso la rete virtuale.

In questo modo le compagnie di teatro amatoriale delle Marche affiliate alla Fita Gatt Marche faranno, anzi saranno davvero una rete.

Ognuno formerà un canale neuronale attraverso cui potremmo produrre quella famosa intelligenza collettiva che ci permetterà di pensare assieme, mettendo in comune le nostre esperienze e i nostri progetti, per essere finalmente un vero e proprio cervello cooperativo in grado di raggiungere traguardi fin ora impossibili da immaginare.

Il teatro “condiviso in rete” diventerà, con un po’ di tempo, con tanto impegno e con un po’ di buona volontà, un motivo in più per crescere e confrontarsi e per rendere più interessante il mondo dell’amatorialità teatrale.

Questo almeno è l’obiettivo e il sogno che perseguirò nei prossimi mesi, affinché le compagnie Fita della regione Marche siano un modello da seguire e da esportate anche a livello nazionale.

Ho parlato di questo domenica scorsa e ho sentito degli applausi convinti alla fine…ma non ero su palcoscenico e non stavo recitando…è stato comunque bellissimo grazie!

Ora si tratta di mettere in pratica quanto detto, con la consapevolezza che non sarà facile e che per quanto proverò ad impegnarmi, senza il fattivo contributo delle persone e delle compagnie succederà ben poco.

Tutavia ho la sensazione che prima o poi qualche cosa si muoverà, anche perché non vedo alternativa per continuare ad esistere ed operare.

Le premesse per far bene ci sono tutte adesso si tratta di lavorare e godersi lo spettacolo!

 

Ah dimenticavo!

Dato che siamo vicini alle feste ne approfitto per fare

Buone Natale e buon 2012 a tutti!

 

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