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Sri-Lanka e Maldive 2 facce della stessa vacanza

17 agosto 2011 | di Diego Ciarloni


Sono già passati un po’ di giorni dal rientro dal viaggio di nozze e reduce dallo smaltimento del fuso orario, oltre a quello relativo allo shock del rientro al lavoro (e ancora.. oltre a quello di riscoprirmi “all’improvviso” fresco coniuge!), ho deciso di fare il punto su quest’esperienza indimenticabile che, al di là della terapeutica dose di riposo e ristoro, è stata utile per fornirmi molti stimoli e spunti di riflessione.

Anzitutto il viaggio per arrivare all’aeroporto di Fiumicino.

Partiti per fortuna con l’unico mezzo possibile (auto) da Ancona destinazione Roma, perché il giorno prima i treni erano piombati nel caos più pazzesco (dati i noti casi dell’incendio alla stazione Tiburtina) e dal momento che i voli dall’aeroporto sotto casa sono meno utili del martedì! In questo modo invece siamo stati accolti in maniera ineccepibile dalla precisissima e affidabilissima professionalità di quelli della Parkingo di Fiumicino, a cui ho lasciato chiavi e speranze della mia c4 che ho ritrovato al ritorno in perfetta forma.

I voli Roma-Dubai, Dubai-Colombo, Colombo-Male, Male Dubai e Dubai Roma sono stati tutti targati Emirates, compagnia che fa della segmentazione del target-cliente un vero e proprio must.

First class e business class rispettivamente godono fin da subito di tappeto rosso e blu all’accettazione, l’ecomomy si accontenta di un doveroso serpentone a contatto pavimento.

L’ingresso a bordo ‘economy’ prosegue con un’ulteriore fila, mentre per le altre 2 catagorie c’è l’imbarco dedicato in un’area specifica dell’aeromobile, con tanto di signorine ben addestrate a “stampare” ai facoltosi passeggeri finti sorrisi conditi a calorosissimi “welcome on board” o “good morning” e quant’altro, salvo a te (economy che sbucavi dall’altro corridoio) neanche degnarti di uno sguardo.

Siamo sopravvissuti in ogni caso, sia chiaro…

A bordo First e Business godono di uno spazio vitale inparagonabile alla categoria inferiore, sedile massaggiante, finta radica su mediocre mdf (credo), maxi schermo dedicato, etc.

L’economy ha lo spazio sufficiente per sopportare il viaggio, non sempre con tutto l’occorrente funzionante per vedere i film! Ed anche il mini schermo non sempre è al massimo della funzionalità.

In compenso la cortesia, la qualità dei pasti e la suggestiva possibilità di poter scorgere di tanto in tanto fuori dall’apparecchio in volo con le cam piazzate in fronte e in pancia all’aereo hanno fatto in modo che ci sentissimo un po’ meno i Fantozzi di turno.

Prima tappa Dubai.

Sorvolata di giorno e di notte è stata una bella emozione, così come perdersi in aeroporto fra montagne di negozi disseminati in una sfavillante città avenieristica chiusa in una bolla di aria condizionata.

Un peccato non aver avuto tempo di visitarla e di vedere anche un po’ di più lo scalo… da perdere la testa al punto di dimenticarsi di scattare una fotografia o un filmato che potessero rendere lo sfarzo e l’opulenza indescrivibili e quasi indocumentabili del luogo.

Poi finalmente  (I faccia) Colombo: eccoci in Sri-Lanka (ricordatevi di mettere in avanti gli orologi di 4 ore e 30 minuti).

All’arrivo ci ha accolto, come nelle favole, quella che sarebbe stata la nostra guida da lì ai successivi 4 giorni, Niro, che c’ha donato delle corone di fiori dandoci il migliore dei benvenuto nello suo paese.

L’ho apprezzato ancora di più perché umanamente era un sorriso e un’accoglienza che non assomigliavano affatto a quelli delle signorine della compagnia aerea (nessun desiderio di rivincita represso, per carità)… per questo ho immediatamente capito che saremmo andati d’accordo e che avevamo avuto la fortuna di imbatterci nella persona giusta.

Di lì a poco abbiamo conosciuto il nostro autista che c’ha condotto, sempre con Niro a suo fianco, in albergo non prima di essere stati ‘preparati’ dal nostro accompagnatore, che c’ha illustrato il bizzarro stile di guida che si può osservare on the road in Sri-Lanka, che prevede una mano fissa sul clacson in segno di presenza (e non di indisponenza!) e la costante propensione al sorpasso sempre e comunque e in qualsiasi condizione.

Per fortuna il tragitto non è durato tantissimo dallo scalo all’hotel, anche perché devo dire che ci si mette un po’ ad abituarsi a certi nuovi schemi, da somministrare a giuste dosi e con calma ai turisti appena arrivati!

Il II giorno tuttavia mi sentivo già uno di loro. 😉

Appena arrivati ci siamo dedicati al ristoro e alla visita della città di Colombo (dove c’è poco o nulla); ci si rende conto quasi subito che si tratta di una capitale quasi artificiale e che la storia dello Sri-Lanka risiede altrove.

Ciò che m’ha colpito è stato tuttavia l’esempio davvero invidiabile di convivenza stretta fra religioni che, nonostante per la maggioranza buddista, convivono simbioticamente anche a pochi passi l’uno dall’altra, nel rispetto e nella reciproca quotidianeità.

Un bagnetto in piscina sulle rive del fiume, date le temperature quasi mai al di sotto dei 35/38°, con picchi di umidità paurosi e una cena strepitosa unita ad una dormita rigenerante, ancora tuttavia lontana da ciò che c’avrebbe aspettato alle Maldive, per chiudere il primo giorno c’è sembrato il massimo.

I due giorni seguenti sono stati caratterizzati da un’autentica immersione nella cultura e nel vissuto dello Sri-Lanka, grazie alla bravura e alla professionalità di Niro nelle escursioni a Sigirya in cima ai resti della fortezza

e a Dambulla

in visita al Monastero dedicato al Buddha e alle ricchezze minerarie della zona, sostando nel più bel resort (Amaya Lake) in cui abbia mai avuto la fortuna di alloggiare… nei pressi di un lago completamente immerso nella foresta locale. Il tutto inframezzato da una ‘variante’ al programma, che c’ha portato a bordo di una jeep al centro di un safari mozzafiato.

Uccelli colorati, cerbiatti, nidi d’acquila, scimmie, nidi di termiti giganti, di cobra e mandrie di bufali ma soprattutto di elefani ci hanno fatto sentire davvero parte di un mondo di cui abbiamo perso la conoscenza e che abbiamo assaporato fino in fondo godendoci uno spettacolo a dir poco inedito! Abbiamo sentito la carica che veniva sprigionata da tutti quegli elefanti.. lì, a due passi da noi, ed abbiamo avuto anche la fortuna di assistere in diretta ad un accoppiamento di elefanti (dicono, molto raro!) a cui è preceduto tutto il rituale del coreggiamento… il tutto vissuto in prima persona… quasi impossibile da vivere un’altra volta…non so se sia stato bello altrattanto per i nostri amici proboscidati, per noi (che abbiamo avvertito persino l’odore del “rituale amoroso” e lo smarrimento profondo al momento della carica) lo è stato senz’altro (e non state a pensare male)!

L’ultimo giorno l’abbiamo dediato alla visita a Kandy

al tempio, dov’è custodito il sacro dente del Buddha, e alla visita dell’orfanitrofio degli elefanti,

struttura quasi interamente statale, che si occupa di recuperare ed assistere gli animali abbandonati, malati o comunque non più in grado di badare a se stessi.

Nello Sri -Lanka non viene lasciato indietro nessuno!!

Ovviamente l’ultimo soggiorno era previsto in un’altro resort che, oltre a riservarci ogni genere d’attenzione, aveva ciò che nello Sri-Lanka è difficile trovare: il fresco!! Perché l’hotel è situato in montagna (Amaya Hill). Per me che notoriamente preferisco le temperature polari è stata davvero la famosa… boccata d’ossigeno!

Al di là dei privilegi concessi a chi come noi si trova ad effettuare un viaggio di piacere, la sensazione è che il paese sia in una fase di crescita, che non conosca minimamante la parola crisi, nonostante ancora ci sia molta strada da fare e che non abbia niente da inviadiare a nessuno in fatto di bellezza, ospitalità e capacità ricettiva… Maldive comprese.

Con Niro, data la sua intraprendenza e facilità comunicativa, sono sincero, ho rischiato di tornare a fare il mio mestiere anche in viaggio di nozze, era troppo invitante la cosa…mi sono trattenuto a forza e se potessi dargli un mano da qui lo farei molto volentieri, anche se di fatto è cosa impossibile.

Abbiamo ipotizzato lo storytelling delle sue escursioni con le comitive di Italiani attraverso i social network, creando una piattaforma sempre aggiornata delle sue attività e dei suoi viaggi continui nel suo paese, di cui conosce ogni angolo da che lo percorre in lungo e in largo da più di vent’anni!

Inutile dire che la cosa lo ha affascinato…

Sarebbe stato bello e chissà che un domani, con l’aiuto delle sue figlie, non si metta un po’ in pari con la tecnologia (con cui m’ha confessato di non andare molto d’accordo) e cominici a dare segnali continui in real time della sua attività?

Sono convinto che, oltre a lui, molti altri sarebbero felici di fargli pubblicità mostrando i luoghi e le sensazioni che è in grado di suscitare…anzi, dato che ci sono, gli rifaccio spudoratamente pubblicità: segnatevi ‘sto sito se volete andare in Sri-Lanka:  http://viaggiosrilanka.com/perche-prenotare-con-noi.php. Chiamatelo…e ditegli che l’avete visto su kontagio, avrete un buon prezzo e un trattamento da re…provate per credere!

A proposito! Complimentoni alla catena Amaya! L’unica che offre ai suoi ospiti, a differenza dell’hotel di Colombo e del resort delle Maldive, un collegamento wireless free.

Una marcia in più, si vede anche da queste piccole grandi cose.

L’unica critica che muovo all’organizzazione si riferisce all’ultimo momento di permanenza in Sri-Lanka, dove siamo stati “abbandonati” per sei ore in areoporto di Colombo con tutto ciò che comporta….sicuri che non si sarebbe potuto trovare niente da fare per amazzare il tempo prima di catapultarci nel luogo più isolato della città?

Mi auguro in futuro ne tengano conto…

Seconda faccia: Paradise island, Maldive (mettete 30 minuti i vostri orologi indietro se venite dallo Sri Lanka, oppure 4 ore avanti se venite dall’Italia).

L’arrivo è di notte, l’accoglienza a dispetto di una temperatura all’altezza delle latitudini è un po’ freddina…del tipo vai e aspetta.

Dove, come, perché? Comunque in poco tempo ci troviamo imbarcati, non sapendo nemmeno come, su un motoscafo che sembrava volare sulle acque dell’oceano nere che si confondevano creando un effetto tutt’uno con il cielo… non c’è tempo di pensare o di avere paura, ti lasci solo accarezzare dal turbinio dell’aria (e di emozioni!) e speri di arrivare…sì, prima o poi di arrivare, infondo nessun ti dice niente…quanto tempo ci vorrà, etc.

La stanchezza è tanta, ti lasci trasportare e via.

All’arrivo sul pontile, che porta all’isola, non ci godiamo neanche l’arrivo perché un business man cinese residente a New York attacca una mega filippica sulla sua attività di Sushi, confidandoci che conosce Ancona ed invitandoci dalle sue parti come suoi graditi ospiti, etc.

Magari, avrei pagato oro per un’occasione del genere in un altro frangente, ma lì in quel momento – lo confesso – avevo in mente tutt’altro…ho perso anche il suo biglietto da visita, che tra l’altro non gli avevo nemmeno chiesto, dico tutto.

In men che non si dica ci portano a scoprire il nostro bungalow e per fortuna che l’aria condizionata era a palla perché di notte, dentro l’isola colma di piante e con quel caldo umido, davvero non si repirava.

L’indomani andiamo alla scoperta dell’isola  che, seppur bellissima, sembra un po’ la cittadina del film The Truman Show, dove è sempre tutto perfetto e dove tutti (i maldiviani) ti salutano cordialmente con un “Good morning!”.

Non falsi, per carità, è un popolo cortese e gentile e che fa del turismo una delle attività più importanti.. e devo dire che il loro servizio è offerto con molta professionalità e autenticità.

Si fanno in 4 quasi tutti se hai bisogno di qualche cosa, per il resto…fai te.

Per questo, dopo un giorno e mezzo di comprensibile e faticoso adattamento (soprattutto fisico!), abbiamo cominciato a prendere confidenza con l’isola scoprendo come viverla al meglio.

Mare e snorkeling circumnavigando l’isola a piedi e non,

poi abbiamo voluto tentare alcune escursioni fuori isola.

La prima alla capitale Male, che non rifarei perché onestamente c’è poco da vedere…non che mi immaginassi di meglio per la verità…:)

Un’altra con un sommergibile “aperto” (nel senso.. provvisto di oblò!) che c’ha portato fino a 40 m sott’acqua a spiare la vita del reef dell’isola.

E ancora, un’altra escursione c’ha condotto per 4 isole limitrofe e lì credo di aver fatto il bagno nello specchio d’acqua più invitante di tutta la mia vita, con annessa mangiata di ottimo pollo alla griglia in un barbecue allestito appositamente sulla spiaggia.

Per il resto abbiamo goduto di un tempo favoloso, a discapito delle funeste previsioni nostrane che lo davano come un periodo non ottimale, di spiagge e bagni quasi sempre in solitaria, dato che la maggioranza dei turisti era di provenienza cinese e notoriamente poco amanti del sole e del mare (ma solo delle fotografie) e di serate in completo relax, perchè anche la sera gli amici dagli occhi a mandorla magicamente non si sa bene dove si dileguassero…

Niente inutili partite di calcio o volley o altro, solo riposo, ottima cucina, lunghe passeggiate e mare da favola.

Anche per la seconda faccia del viaggio ho un paio di appunti però…non la passano liscia eh 😉

1) far pagare (e anche cara) la connessione Internet probabilmente allinea il resort allo stile e al livello dei suoi ospiti, che non hanno certo problemi a pagare salato l’utilizzo del wireless; tuttavia io sono dell’avviso che non dovrebbe essere così… il risultato comunque è stato che ho deciso di staccare completamente qualunque connessione e sono sopravvissuto ugualmente.

Stai a vedere che hanno ragione loro!

2) Sarebbe utile far sapere, con la stessa tranquillità dimostrata in seduta stante, che il bagno in mare a qualunque distanza dalla riva sarà vissuto in compagnia di squali tigre che, seppur considerati dai Maldiviani (che però non ho mai visto immergersi in acqua per un bagno) “amici”,  ti scorrazzano liberamente qua e là rendendoti il relax un po’ meno tale, anche se probabilmente è più un problama nostro che loro…sarà, ma visto mai mi facessi un taglietto con i coralli…quando sentono il sangue guardate un po’ quanto tempo ci mettono ad arrivare?

Guarda il video del pasto degli squali.

Non è mai successo niente, d’accordo, ma un minimo di controllo e sicurezza in più,  non stonerebbe.

Liberi tutti di darmi del povero “cittadino occidentale”…me lo prendo e porto a casa.
Ma guarda che proprio mentre sto leggendo l’articolo prima di pubblicarlo (sarà un caso) a qualche ora di volo dalle Maldive leggete un po’ cos’è successo!!

In luna di miele alle Seychelles, britannico ucciso da uno squalo

Per il resto ci sarebbe molto da dire, ma credo che la parte più interessante del viaggio stia tutta qui.

2 facce della stessa vacanza che non dimenticherò mai più e che, volendo, spero di ripetere ancora una volta tra qualche tempo, magari più anziani ma ancora desiderosi di tornare a far un’esperienza fra le più toccanti di sempre.

Per finire è doveroso il ringraziamento a Claudia dell’agenzia scatola magica travel che ha reso possibile questo sogno… grazie di cuore. 😉 :)

 

 

 

 

 

 

 

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