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Post taggati: agenzia di pubblicità

Questo post nasce dopo l’ultima pessima esperienza relativa al tema gare creative, alle quali ho deciso da tempo di non partecipare e che però mi è servita per fare delle riflessioni che voglio condividere con voi.
Prima di addentrarmi nella questione, rispondo alla domanda che vi sarà sorta spontanea.
Cosa ci facevo in un’azienda per una gara creativa dal momento che, come politica, ho scelto di non prendere in considerazione le “competizioni” di questo genere”?
Semplice!
Sta facendo “tendenza” una nuova strategia di approccio da parte delle aziende che vogliono mascherare delle vere e proprie gare “striscianti”, che è quella di una convocazione dell’agenzia di pubblicità o studio grafico nella propria sede, per proporre una collaborazione, senza specificare le modalità con la quale quest’ultima verrà attivata.

Quanto appena detto è capitato ultimamente anche a me, a cui hanno  immediatamente richiesto una serie infinita di elaborati e/o progetti /preventivi con la prospettiva (non promessa) di attivare una solida collaborazione.

Ecco spiegato come anch’io sono finito dove mai mi sarei aspettato di essere!

Ma perché questo atteggiamento “dico non dico” o ” illudo – alludo ma non prometto”,  da parte dei potenziali committenti?

C’ho riflettuto e ho provato a darmi una spiegazione.

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Vi siete mai chiesti quale sia il periodo migliore per produrre contenuti in ottica SEO?

Sembrerebbe un quesito di scarsa importanza quello che ho appena proposto; infondo non dipende dal periodo dell’anno in cui si scrive se si possiede un buon posizionamento sui motori di ricerca ed una buona rintracciabilità, grazie al fatto di aver adottato una valida, accattivante e soprattutto costante strategia di produzione  dei contenuti in ottica di search engine optimization.

Tuttavia – complici le ferie – le aziende ed i relativi aggiornamenti, ora pressoché fermi nelle rispettive piattaforme web istituzionali etc., mi inducono a riflettere un po’ su questo argomento.

E se il periodo più propizio dell’anno (almeno per quanto riguarda il panorama Italia) per postare o comunque produrre contenuti in ottica SEO  fosse proprio questo?

Al di là del fatto che la cosa a cui è giusto puntare è che i contenuti generino interesse, discussione…buzz etc, è indiscutibile il fatto che sia proprio la natura dei contenuti stessi, l’uso attento e controllato dei tool ad “agevolare” i motori di ricerca nell’operazione di individuazione della piattaforma oggetto di ottimizzazione, a seconda delle query obiettivo di azione.
Per non parlare dell’importanza dei tag (per far “avanzare il sito nelle preferenze dei motori”), della scelta delle keywords, della qualità e della quantità di interazioni con la piattaforma (ove possibile e prevista), ma anche della condivisione dei contenuti con i social media, oltre ovviamente alla periodicità di aggiornamento del sito o del blog con argomenti nuovi, post, etc. etc…

Fermo restando quanto appena detto, sono convinto che il periodo migliore per cercare di “recuperare” o conquistare un buon posizionamento nei motori di ricerca sia proprio il mese di agosto.

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Sarà perché in questo periodo mi capita sempre più spesso di cimentarmi su progetti web e su applicazioni Tablet, sarà perché come utente mi capita sempre più spesso di interagire con layout operativi di ogni genere e tipo – dai portali dell’home banking alle app che abitualmente utilizzo, fino ai comandi della caldaia di casa – sta di fatto che mi rendo conto che sto diventando attento, oltre che all’estetica delle interfacce, anche e soprattutto all’utilità dei sistemi multimediali.

A volte, anche a scapito delle reazioni del cliente, sto tentando di fare cultura sulle motivazioni che spingono me e i miei collaboratori a certi tipi di scelte, in nome di un obiettivo importantissimo e primario in quanto a funzionalità: cercare il più possibile di facilitare l’uso di ciò che creiamo.
Ma che cosa si intende per usabilità di un sito o di una app?
Potrei dire che serve a specificare il livello di efficacia, efficienza e soddisfazione degli utenti nell’utilizzo di determinati strumenti.
Utilizzando altre parole, si potrebbe dire che per usabilità s’intende una “disciplina” che misura soggettivamente come una persona sia capace di orientarsi nell’uso di un’interfaccia digitale, app o sito web.
Un cambiamento sostanziale, perché se gli utenti non sono messi nella condizione di utilizzare al meglio quanto si vuol loro proporre, è impossibile immaginare il successo di qualunque tipo di investimento su web, etc. realizzato appositamente per mettere in relazione sempre più immediata… le persone!
Fare usabilità significa, quindi, puntare all’evoluzione dei sistemi affinché siano sempre più trasparenti.
Per fare usabilità occorre intensificare la relazione fra cliente, utenti, marketer e chi, come me, si occupa di comunicazione.

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“Il lato oscuro del marketing non convenzionale”

24 ottobre 2011 | di Diego Ciarloni

Da circa un anno ho in mente di affrontare il tema di questo post ma, sia perché le informazioni a riguardo non mi sembravano sufficienti e un po’ per darmi il tempo necessario per approfondire meglio la ricerca in rete, solo ora mi accingo a farlo anche forte del fatto di aver partecipato ad alcuni corsi specifici di approfondimento e discussione. Ammetto che sebbene questi contesti formativi siano stati interessanti, tuttavia non sono riuscito a trovare una risposta esaustiva a quanto cercavo.
Così ho deciso di dedicarmi a questo post, con la speranza di suscitare un dibattito e magari riuscire ad ottenere, dalla rete stessa, punti di vista e considerazioni capaci di dare risposta a quello che ritengo essere ad oggi un tema mai affrontato con decisione e chiarezza. Un tema che, invece, dal mio punto di vista rappresenta la vera sfida con cui dovremmo confrontarci noi operatori del settore, in relazione ai nostri clienti, ai risultati da loro raggiunti e all’economia in generale.
Dunque va da sé che l’oggetto dello scrivere vuol essere soprattutto lo spunto per una conversazione, la scintilla per un dibattito che mi aiuti a capire in che misura è possibile adottare le tecniche cosiddette di marketing non convenzionale, social media e viral,  nell’ambito di attività di comunicazione rivolte ad attività business to business.
Le domande a cui non ho trovato risposta si sono arenate ogni qualvolta, in rete o ai corsi che ho frequentato, gli esempi più significativi  facevano riferimento a casi di successo specificatamente in seno a settori e a marchi che si rivolgevano o si rivolgono ad un’ampia clientela di massa.
Le mie perplessità a questo punto si pongono al pensiero che la maggior parte delle agenzie di pubblicità, dei consulenti marketing e comunicazione e degli operatori del settore si rivolgono ad aziende ed attività che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano con una clientela intermedia, per la quale le regole ed i vantaggi del marketing seguono logiche diverse.

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