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Scrivere per volare è una nuova casa editrice che si affaccia al mercato proponendo le proprie soluzioni innovative sia in termini di servizio/sostegno ai nuovi autori, che nei confronti del’editoria in genere.

In particolare questa giovanissima, ma ambiziosissima casa editrice, in soli due anni è stata capace di piazzare, quasi per caso, una delle proprie primissime produzioni ai vertici delle classifiche degli ebook più scaricati in Italia.

E proprio in questo periodo è in procinto di sbarcare negli Stati Uniti d’America grazie all’opportunità di poter diffondere la propria produzione attraverso la collaborazione con una delle più importanti case di distribuzione al mondo.

Per questa realtà, di cui sono fiero di essere stato scelto come partner ufficiale, ho ideato, coordinato e realizzato il sito internet istituzionale.

Realizzazione website per casa editrice Scrivere per volare

In particolare ho curato la scelta del template, rigorosamente responsive per adattarsi perfettamente ad ogni tipo di navigazione sia essa fatta da computer, Smartphone e/o Tablet di qualunque dimensione e tipo, oltre che per mantenere i contenuti mobile friendly e cioè per far sì che siano rintracciabili dal motore di ricerca anche quando le medesime ricerche, vengano effettuate dall’utenza attraverso device mobile, che per la cronaca sono arrivate a circa il 65% del totale.

La personalizzazione del sito web l’ho pensata sulla base delle specifiche esigenze del cliente ed inoltre ho anche curato la stesura dei testi, la scelta delle immagini e della modalità di presentazione delle varie aree e sezioni, compresa quella del blog che rappresenterà la vera sfida editoriale per una realtà di questo tipo.

In questo modo ho centrato due obiettivi

  1. Quello di dare un’identità alla casa editrice che corrisponda al tipo di impostazione che la stessa ha voluto adottare
  2. Renderla talmente accattivante da suscitare l’interesse, fin da subito, di svariate realtà fra le più importanti nel mondo dell’editoria a tutto tondo.

In bocca al lupo Scrivere per volare e allacciamo le cinture…è ora di puntare in alto! 😉

Nuovo web site Scrivere per volare

 

 

 

Da un paio d’anni ho deciso di cimentarmi nell’organizzazione del Festival di teatro “Ankon d’oro premio Carlo Urbani” e relative declinazioni.

Ovviamente non potevo non occuparmi anche della relativa comunicazione e promozione dell’evento che ho affrontato mettendomi per una volta nei panni del cliente di me stesso e della mia compagnia.

Al di là della preparazione dei materiali fondamentali come: manifesto/locandine per le affissioni etc e libretti di sala, pensati sia per l’off che per l’on line e che potete vedere o sfogliare qui di seguito…

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…ho messo in moto da tempo il così detto “storytelling” per cercare di puntare più sul racconto dell’evento che sulla mera promozione.
Ciò fin dalle fasi preliminari, sia attraverso il blog che mediante i relativi canali 2.0, che mediante il dialogo con le community dedicate e siti delle associazioni di categoria ed enti locali.

Il tutto ovviamente per cercare di centrare l’obiettivo che assieme alla “mia” squadra ci siamo posti.
1 Portare più pubblico dello scorso anno a vedere gli spettacoli e a partecipare alle iniziative del festival
2 Dare alla kermesse quel tono e quell’autorevolezza che solo una bella storia, può e sa dare.

E quindi?

Facce e storie, storie e facce.

Da quelle delle giurie, a quelle delle compagnie in gara, da quelle dell’organizzazione a quelle degli istituti superiori e delle compagnie locali chiamati in causa, prima, durante e dopo le gare o le esibizioni.
Il tutto passando per il coinvolgimento diretto degli sponsor, dei partecipanti e della gente comune.

Tutti testimonial di se stessi, delle proprie attività, della propria offerta, del proprio spettacolo ma anche del proprio territorio e delle relative peculiarità.
A tutto ciò non è venuta meno anche l’AICU, chiamata a dar seguito al cammino del Dott. Carlo Urbani al quale non solo è dedicato il festival e ma anche la serata finale.

Ad onor del vero, per centrare gli obiettivi che mi sono prefissato, ho anche attivato una campagna Facebook ads sul cartellone e un’attività di ufficio stampa che ho avuto il piacere di condividere con un bravo professionista che risponde al nome di Roberto Ceccarelli.

Per vedere quali saranno stati gli effetti di così tanto lavoro vi dò appuntamento al prossimo post.

Incrociamo le dita e forza Ankon d’oro!

 

Le opportunità date dai social media alle aziende è tanto variegato quanto in continuo cambiamento al punto da richiedere una seria valutazione ogni qual volta si pensi ad una qualche strategia di comunicazione.

Ecco perché non è facile rispondere alla famosa domanda: “Su quali social network o su cosa puntare al fine di raggiungere i miei obiettivi con l’aiuto del web“?

Iniziamo con il considerare qualunque “canale”, sia esso un sito un blog o un social network, come merita, ossia un mezzo con una propria specificità, in termini di codici e dinamiche di conversazione.

Come prima cosa dovremo pensare alla relazione con le aspettative dell’utenza di ciò che vorremmo implementare e ovviamente ai costi-benefici potenziali.

Facciamo un esempio.

Nel caso un’attività decida di aprire un’area news commentabile, un corporate blog o un blog “indipendente”, è bene che sappia che teoricamente lo sforzo dovrà comprendere sia l’aspetto economico che quello più prettamente lavorativo.

Ovviamente si dovrà investire una tantum sull’apertura della piattaforma e per il “mantenimento” a seconda delle circostanze.

Sarà inoltre importante ai fini di un buon coordinamento un giusto mix, fra il presidio della direzione, l’organizzazione dei copyblogger, con relativa valutazione della delega ad eventuali consulenti o agenzie per la redazione dei contenuti.

Personalmente ritengo il blog l’unico strumento attraverso il quale cercare di dare una chiara personalità all’azienda con cui tra l’altro diventa possibile conquistarsi, a patto che si producano contenuti di un certo interesse,  una buona reputazione, un discreto seguito ed un buon posizionamento organico nei motori di ricerca.

Social media doodles elements

Quindi tanto lavoro e un discreto investimento per essere ripagati dall’enorme potenziale visibilità dei contenuti che saranno visibili al pubblico più interessante possibile: quello che, se si è lavorato bene, sta cercando proprio ciò di cui si parla nei post.

Essere su Tumblr può avere senso…quale?

Non sarò io a dirvelo…e detto ciò passiamo oltre. 😉

Affrontiamo per un momento Twitter.

Stare su Twitter serve?

Secondo me, in generale, la risposta è sì, ovviamente se valutato bene il “famoso” quesito di cui sopra.

  1. Stare su Twitter può essere utile in caso vi sia una qualche importanza nel poter comunicare delle brevi info con una certa immediatezza.
  2. Essere su Twitter può aiutarvi a rilanciare dei rimandi a dei contenuti “più corposi” pubblicati da qualche altra parte sulle vostre piattaforme o sui vostri canali.
  3. Decidere di cinguettare su Twitter può essere inoltre molto “producente” a patto che alla base sia stato pensato un solido progetto a sostenere il tutto. Magari avete un’idea di conversazione-comunicazione che possa fare della brevità e dall’immediatezza un valore chiave! Pensate ad esempio a quel panettiere francese che twittava ogni qual volta il pane o la pizza erano stati appena sfornati dal suo forno ottenendo così con un successo strepitoso! Che altro social avrebbe potuto fare meglio nel suo caso?
  4. Oppure può essere uno strumento fantastico per dare risposte brevi ed immediate a chiunque lo richieda nel panorama delle attività aziendali.

Costi? Dipende dal tipo di utilizzo, ma direi abbordabili.

Potreste decidere di condividerne l’utilizzo con un reparto esterno o gestirlo in autonomia dopo un corso di formazione.

Abilità?

Dovrete sviluppare al massimo la vostra capacità di sintesi e di centrare gli argomenti in 140 caratteri, dovrete inoltre saper ascoltare bene e capire cosa dire e a chi, chi seguire, di cosa parlare, chi “merita” la vostra attenzione…dopo di che la vostra azienda non ne farà più a meno.

You Tube?

Le aziende, solitamente, lo usano come mero archivio di documenti video di tutto ciò che accade in un’azienda nel corso dell’attività lavorativa.

Un meeting, una fiera, una riunione agenti, per non parlare degli spot, delle presentazione aziendali o di prodotto e chi più ne ha più ne metta.

Non dimentichiamo però che rappresenta un potente strumento di marketing.

Ad esempio nel caso decidessimo di investire in un vero e proprio brand channel, molto più ricco di opportunità e funzionalità rispetto ad un mero user channel, come ad esempio l’aspetto grafico più personalizzato (simil sito web istituzionale) e la possibilità di poter collegare  piccole applicazioni web che possono offrire funzionalità aggiuntive e personalizzate.

Costi?

1 Dipende dal tipo di contenuto che può andare da un filmato che girate direttamente voi con il telefonino, ad uno video spot da migliaia di euro

2 Poi c’è l’aspetto di gestione del canale che va dal mero caricamento e posizionamento dei video (con la stesura delle descrizione, la scelta e l’uso delle keywords), alla personalizzazione e lavorazione degli stessi contenuti multimediali  e loro possibile promozione o direttamente nel canale o indirettamente da qualche altra “parte”.

Impegno?

Azienda e collaboratori dipendenti o indipendenti è bene che strutturino chiaramente il progetto e la suddivisione dei compiti e dell’attività di monitoring delle visualizzazioni, dei commenti etc.

Per non parlare della moderazione-interazione anche con altri canali-utenti a seconda del tipo di attività e capacità di coinvolgimento.

 

Social Media Sign

E Instagram?

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I presupposti con i quali Kontagio ha affrontato questa nuova sfida sono stati quelli di raccontare (anche preoccupandosi di tutta la sezione editing dei testi) in maniera dettagliata tutte le attività del 3D, cercando di tradurre le richieste e le aspettative del cliente in modo chiaro ed intelligibile dagli esperti ed anche dai non addetti ai lavori.

L’obiettivo è stato quello di creare un sito per 3WD che facilitasse la comprensione di questa nuova forma di rappresentazione tridimensionale e delle sue enormi potenzialità applicative.

Non a caso l’elaborazione della tag line è stata: “Lavoriamo perché la realtà non sia più la stessa”, perché ho voluto riassumere lo spirito di innovazione di chi fa questo lavoro; lo stesso spirito che anima questo sito e che nasce per diffondere una nuova cultura dell’immagine, dove è possibile dare vita a ciò che non esiste o trasformare la realtà in qualcosa di diverso, immaginarla e reinventarla, prevedendone anche i possibili sviluppi, senza tralasciare l’aspetto emozionale.

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