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Un po’ di tempo fa ho incontrato Andrea Giuliani, una persona che come me coltiva la passione per il teatro, oltre ad essere un professionista attivo su un numero imprecisato di  progetti lavorativi e non.

In quell’occasione mi parlò di una realtà che lui stesso ideò circa 4 anni fa e che con passione continua a curare tutt’ora in prima persona.

La ragione della chiacchierata, stava nel fatto che Andrea ci teneva a farmi sapere che cosa fosse riuscito a fare con tanto impegno, tanta passione e una dose indescrivibile di sano divertimento “pallonaro”.

In pratica mi presentò fmsrevo.it, una piattaforma dedicata al fantacalcio che, da 0 e senza quasi alcun investimento promozionale, è stata capace di intercettare, fin ora, (solamente attraverso il passaparola quindi), più o meno 10.000 utenti unici per un totale di circa 2.000.000 di views mensili.

Oltre ad avere un seguito in costante crescita, fmsrevo grazie alle proprie peculiarità, si caratterizza anche per un tipo di community particolarmente interessante: poiché particolarmente partecipe, attenta e soprattutto  re-attiva agli imput e agli stimoli del management.

 

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Niente male per un sito di fantacalcio come ce ne sono tanti, realizzato nel tempo libero e completamente basato sulla buona volontà di una persona o poco più!

Da buon pallonaro quale sono, anche se completamente a digiuno di Fantacalcio mi sono appassionato al racconto di Andrea e mi sono reso conto che mi trovavo di fronte non solo ad un’idea intrigante, ma soprattutto innanzi ad un vero e proprio percorso attivo e funzionante e con un dna virale notevole per gli appassionati di questa pratica.

Per non parlare delle  infinite potenzialità di sviluppo del sito fondate, in parte, proprio sui numeri di partenza che sono oggettivamente di tutto rispetto.

Per questo ho deciso di approfondire ed ho scoperto le peculiarità della piattaforma, ne ho apprezzato la storia e ho deciso di provare a dare una mano ad Andrea, partendo proprio con il voler condividere la sua storia proprio qui di seguito.

Al punto di notorietà e di traffico a cui è giunta oggi fmsrevo.it pone Andrea, come probabilmente avete sentito nell’Hangout di cui sopra, nella fase in cui diventa ormai irrinunciabile fare il salto di qualità.

E cioè passare da piattaforma fenomeno virale “naturale” a riferimento più strutturato e ricco nel panorama degli amanti del fanyacalcio, capace di ospitare molti più utenti e relativi servizi.

Per far questo, in ottica crescita e sviluppo di fmsrevoservono programmatori e sviluppatori su tutti e cioè persone che abbiano voglia di scommettere su qualche cosa che già esiste e funziona molto bene, e che può diventare attraverso il lavoro, in breve tempo, un percorso imprenditoriale condiviso di grande soddisfazione.

Se pensate che la cosa possa fare al caso vostro e volete saperne di più, potete scrivermi così che – con e tramite – Andrea, vi farò avere tutte le info del caso.

Che ne pensate?

Non vi viene voglia di “scendere in campo”? 😉

 

 

Altra sfida altro regalo… pardon, cliente.

Mission: dare notorietà sul territorio alla neo-gelateria Naturè di Porto Recanati, primo punto vendita di una potenziale catena di franchising.

Ostacoli-opportunità:

1 La gelateria è stata aperta in un’area centrale di Porto Recanati ma densamente popolata di “concorrenti”
2 Il tipo di gelato proposto ha solo 9 gusti in rotazione mensile
3 Il gelato artigianale è proposto in una modalità totalmente diversa dalle altre gelaterie e semisconosciuta all’utenza

Obiettivo-azioni:

1 Dare notorietà al punto vendita sul territorio
2 Dare coerenza visiva ed editoriale alla pagina Facebook,
3 Aumentare il numero dei fan
4 Stimolare la conversazione

Supporti di partenza:
Nessuno (nemmeno sito web)

Azioni:

1 Ho dato una linea grafica alla pagina, in modo tale che fosse più coerente con il lay out del punto vendita
2 Ho ideato e attivato la campagna mi piace su Facebook* su un raggio di azione di 40 km dal centro della città, concertando il budget di spesa con le possibilità del cliente
3 Ho collegato la pagina Facebook alle attività vicine alla gelateria e alle community relative sia al prodotto gelato che a quelle di eventi e vacanze locali.
4 Ho stimolato la conversazione attraverso la pubblicazione di argomenti legati alle iniziative/peculiarità della gelateria con cadenza giornaliera, stando bene attento agli avvenimenti e alle aspettative delle persone
5 Per stimolare la partecipazione ho ideato (ad esempio) l’iniziativa #gustomisterioso in cui, attraverso la messa in palio di un gelato gratis, gli utenti sono chiamati ad indovinare il gusto in oggetto solamente attraverso gli indizi-ingredienti forniti precedentemente
6 Ho aperto un canale You Tube in cui sono stati pubblicati alcuni brevi video di spiegazione delle attività della gelateria
7 Ho cercato di documentarmi sul tipo di prodotto offerto, al fine di riuscire a diffondere la “cultura e la qualità” del gelato fai da te.

* Per la campagna “mi piace” su Facebook mi sono potuto basare solo su un annuncio e relative declinazioni, dato il tipo di target (giovane ma non solo), il bacino d’utenza (Porto Recanati e dintorni), il budget individuato e il tempo a disposizione (4 mesi).
Date le premesse  ho ottimizzato  il budget nel seguente modo:

  • ho articolato l’annuncio in più varianti
  • ho monitorato l’andamento dell’azione, a seconda del periodo e dei contenuti pubblicati
  • ho agito nel corso del tempo sia sul raggio d’azione che sul tipo di  tipo di modello di costo (CPM e CPC)

Risultati:

Attraverso la duplice azione di social networking  e della promozione su Facebook:  in soli 4 mesi, la gelateria Naturè di Porto Recanati, da zero:

  • senza l’uso di nessun altro supporto promozionale si è fatta conoscere dall’utenza, decuplicando (fra l’altro), i fan;
  • ha diffuso nella cittadina marchigiana un nuovo modo di consumare il gelato;
  • ha fatto cultura di prodotto;
  • ha gettato le basi per la permanenza da protagonista nel centro della città;
  • ed ha posto le condizioni per espandere il proprio business attraverso il franchising.

E mi ha anche dato la possibilità di mangiare gelato a scrocco!

Guadagno mica da nulla! 😉

 

Notizia fresca fresca (o calda calda) visto il periodo di fuoco del 7 di agosto è quella che annuncia Facebook nel proprio spazio e che riguarda un’importante novità relativa all’algoritmo (“vecchio di circa 7 anni”) che gestisce il News Feed, ossia il “muro” di notizie che ognuno di noi vede in homepage.

Questo sistema ora “superato”, chiamato EdgeRank , faceva sì che ad ogni nostro ingresso in Facebook avessimo a che fare con circa 1.500 post di pagine che seguiamo e di amici che abbiamo “adottato” nel corso del nostro cammino facebookiano.
Ciò al solo e importantissimo scopo di individuare le storie, i post e le conversazioni più interessanti per i gusti di ognuno di noi.
Non avete mai fatto caso che non compaiono nel vostro rullo di notizie i contenuti della totalità delle persone e delle pagine che seguite? Ma “solamente” i post di quelli con cui avete “un rapporto o un collegamento attivo” più o meno stabile?

In questo senso, el fu EdgeRank si basava su 3 parametri

  • affinity (il rapporto amicale)
  • weight (le interazioni ricevute da un post)
  • time decay (priorità cronologica).

Tuttavia data l’evoluzione del social, probabilmente del numero infinito di contenuti prodotti dalla nostra community ed ovvie necessità di estrapolare ancora meglio ciò che ci interessa dal resto (rumore), Mark Zuckerberg, invece di pensare alle ferie (non credo che sappia che ad Agosto in Italia andiamo via di testa oltre che per le vacanze),  ha deciso di mettere mano al miglioramento delle funzionalità che si celano dietro il successo del social network più usato al mondo.

Il nuovo sistema, che non spazza via quanto di buono “prodotto” dal vecchio algoritmo, ci fa calare i post da 1500 a 300 ad ogni ingresso nella nostra timeline,  in base ad un risultato calcolato su parametri più “privilegianti” verso coloro con cui interagiamo realmente e verso quei  contenuti, che nelle community di cui facciamo parte, risulteranno di volta in volta più apprezzati e condivisi… e in base  ad altri elementi che al momento non si conoscono.

 

Nuovo Aloritmo Facebook

In pratica quali sono i nuovi parametri che Facebook ha attivato e sta attivando e che ci aiuteranno ad individuare meglio c’ho che potrebbe interessarci di più nella nostra giungla di collegamenti?

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“Per essere comunità bisogna fare community”

16 febbraio 2012 | di Diego Ciarloni

La Fita Gatt Marche (Federazione Italiana Teatro Amatori, Divisione Regionale Marche) è un’associazione di associazioni che si occupa di gestire e coordinare sul territorio regionale l’attività di tutte le compagnie locali iscritte. Inoltre si offre come punto di riferimento per tutte le compagnie teatrali, facenti capo alla Fita nazionale, che desiderano operare e far conoscere le proprie produzioni sul territorio marchigiano.

Il mio compito è quello di creare le condizioni affinché la Fita Gatt Marche, da mera sovrastruttura di associazioni, diventi un effettivo punto di incontro e di confronto fra tutti i componenti dei gruppi locali. Dopo un’analisi attenta del ‘sistema’ in cui andavo ad operare, ho ritenuto fondamentale dare ad ognuno la possibilità di dialogare sfruttando in un’operazione “low budget”,  i cosidetti (owned media digitali), rappresentati dal sito internet ufficiale e dai social network scelti per gli obiettivi prefissi (Facebook e YouTube), con l’obiettivo di concretizzare l’operato (e il senso) dell’attività svolta dalla Fita Gatt Marche, agendo attivamente sull’opportunità di condividere in tempo reale iniziative, idee, produzioni e tutto quanto abbia a che fare con le compagnie locali.
Il primo passo dunque è stato quello di definire, con il Direttivo della Fita Gatt Marche, un piano editoriale, con l’obiettivo di individuare le argomentazioni da trattare, nel medio periodo, sul sito internet istituzionale, finalizzate ad informare costantemente le compagnie sui temi di utilità.

 

 

Ho voluto che le informazioni suddette diventassero commentabili, come nel caso di un blog, affinché ogni utente avesse la possibilità di dire la propria e si sentisse coinvolto in prima persona dai contenuti trattati.
Ho chiesto ed ottenuto che in ogni articolo, ma anche in quasi tutti i contenuti ‘statici’, ci fosse l’opportunità di poter rilanciare e condividere, attraverso i social network Facebook, Twitter e Google+ per dare la possibilità di diffondere anche attraverso queste piattaforme i contenuti presenti.

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Essere d’accordo con chi ha deciso del destino di Desmoblog di Ducati (Gluca), è un aspetto su cui mi va di spendere qualche parola, ironia della sorte, proprio nel mio blog! Quello a cui faccio riferimento è un caso, non isolato, che dimostra la fine di un progetto legato alla condivisione di passioni ed informazioni associate al brand della “nazionale delle due ruote”. Mi ci soffermo perché richiama il rapporto investimento/impegno e risultato, su cui spesso mi sono interrogato facendo valutazioni legate alla mia esperienza, che per diverse ragioni non si può paragonare a quella dei cosiddetti “guru” del social media di cui, ci tengo a dirlo, non faccio parte.

E’ doveroso precisare che non ho particolari antipatie verso i ‘corporate blog’ propriamente detti, prova ne è che ne ho adottati ben due.. o quasi!

Tuttavia spesso m’è capitato di riflettere su quanto, queste formidabili modalità di espressione e di relazione, siano davvero in grado di giustificare la loro “insostituibilità” in rapporto agli investimenti di un’azienda , al tipo di obiettivi, ai contenuti e ai risultati in termini di engagement e non solo.

Matteo Failla dice: “Un blog è impegnativo come e più di un figlio: per crescerlo nel migliore dei modi bisogna dedicarcisi con amore e costanza”

Il punto cruciale credo sia chiedersi onestamente, come qualcuno comincia a fare, quale sia il limite superato il quale il corporate blog (problemi di gestione a parte) non ha più motivo di esistere; o se quell’ambito di relazioni, argomentazioni e conversazioni sia di fatto coltivabile e raggiungibile anche attraverso strade alternative, meno “impegnative” e potenzialmente più adatte a raggiungere il coinvolgimento sperato. Sto parlando dei social network, sul cui “oscuro futuro” previsto da molti sarebbe interessantissimo parlare e di cui comunque mi preoccupo poco.

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