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Facebook Live: cos’è, come funziona e a cosa serve.

15 aprile 2016 | di Diego Ciarloni

Dopo il felice esito dell’“esperimento” di Facebook Mentions, dove SOLO personaggi famosi, giornalisti e chi comunque avesse una pagina verificata (con la spunta blu) poteva lanciare video streaming per il proprio pubblico, Facebook, circa una settimana fa, si è detto pronto ad estendere la trasmissione video live per tutti.

In breve come funzionerà questa ennesima evoluzione di Facebook (live)?

1  attraverso la vostra applicazione Facebook per smartphone utilizzando il vostro profilo toccate su “A cosa stai pensando”
2 scegliete il vostro pubblico:
tutti,
amici,
liste (da voi create)
3  scrivete quindi una descrizione accattivante e/o ricollegatevi ai concetti che avevate espresso magari per invitare, precedentemente, il vostro pubblico a seguirvi
4  selezionate l’icona del video live (omino contornato da cerchi concentrici)
ed ecco apparirvi il conto alla rovescia di 3 secondi prima di essere in trasmissione dal vivo a tutti gli effetti.
Ricordate che la parte superiore dello schermo, mostra il viso di chi parla, mentre la parte inferiore notifica le “reazioni” delle persone che vi stanno seguendo.
5 a questo punto riceverete l’avviso che il video resterà sul vostro diario al termine della diretta.
Potrete modificarlo successivamente attraverso l’inserimento di una call to action, per esempio, che rimanda ad un vostro sito internet etc.
Ovviamente il post con il vostro video “registrato” potrà essere cancellato come qualunque altro post…se non lo farete, vorrà dire che il video rimarrà nella vostra timeline (a differenza di quelli di Periscope che al momento rimangono raggiungibili (fruibili) per non più di 24 ore).

Per la cronaca il tempo massimo della trasmissione su Facebook Live è di 30 minuti su Periscope invece la trasmissione, al momento, non sembra avere particolari limiti di tempo…tenetene conto.

Ma ritorniamo a Facebook live

6 –se avete realizzato un video per un pubblico ristretto e capite che potete allargare la cerchia degli utenti (seppur in differita) sappiate che potete farlo
A live in corso, fra l’altro, è bene che sappiate che sarà possibile:
1. interagire con il vostro pubblico
2. invitare, anche in corso d’opera, i vostri amici a seguire la diretta
3. presto, si mormora, si potranno aggiungere filtri, scritte etc, un po’ come nel caso di Snapchat
Come Periscope, su Facebook live, si potrà accedere ad una mappa dove, potrete scoprire i live degli utenti di Facebook da oltre 60 paesi nel mondo.
Oltre ai profili, l’applicazione Facebook Live è utilizzabile anche attraverso i gruppi e per gli eventi.
Nel I caso, questa applicazione, aiuterà le stesse persone del gruppo a partecipare ad iniziative etc con tutto ciò che questo significa. Ad esempio, vedere cosa sta succedendo in quel preciso momento nel relativo gruppo di amici, del lavoro, dello sport etc etc.
Per gli eventi, come ad esempio mi capita durante i back-stage teatrali, che già trasmetto con Periscope, si può rendere un evento più accattivante, o una conferenza stampa anche un momento di scambio interattivo oppure semplicemente un fatto fruibile, anche da chi non è potuto essere fisicamente presente.


E per le pagine?

Facebook-live è disponibile e funzionante già per tutti i device sia Apple che Android

In alternativa o in aggiunta  qui potete leggere il mio precedente post dove, fra le altre cose, troverete come si può trasmettere live anche usando le pagine Facebook passando per Periscope.

A cosa serve Facebook live?

Ok l‘impatto visuale conta tantissimo, l’immagine attrae più click di un testo, un video migliora ulteriormente l’interesse del pubblico e bla bla bla.
Ma vogliamo dire che con il miglioramento della tecnologia di trasmissione degli smartphone, etc il consumo e la condivisione dei video sono aumentati notevolmente e che la narrazione, d’ora in avanti, non potrà che essere sempre più orientata all’ hic et nunc?
Di conseguenza è bene tenerne conto se avete un’attività e volete farla conoscere, possibilmente assieme a chi ci mette la faccia, pardon ci lavora! 😉
Per quale ragione, secondo voi, dopo Twitter con Periscope, anche Facebook ha capito che il social live-streaming non può che rappresentare una naturale evoluzione della “comunicazione sociale” fra le persone?
A mio avviso è perché la fruizione da parte degli utenti, attraverso la trasmissione live, non è passiva e riferita comunque al passato (anche se molto prossimo), come già accade per i classici post, ma quest’ultimi possono re-agire ed inter-agire istantaneamente e ovunque nel mondo con chi seguono.
Il tempo e lo spazio per farla breve, nella comunicazione di questo tipo, si riduce a 0.
Abbiamo una vaga idea di che cosa possa voler dire sfruttare questa enorme opportunità?

Se a tutto ciò aggiungiamo che ai video Facebook live sarà data nuova visibilità all’interno del news feed Facebook come lo stesso social sottolinea qui.

Ora che sempre più persone guardano i Live video, stiamo considerando questo formato come nuovo – differente dai normali video – e stiamo riflettendo su come posizionarlo all’interno del News Feed. Inizieremo ad aggiornare il News Feed in modo che sarà più probabile che i Facebook Live video appaiano più in alto quando sono effettivamente in diretta, rispetto a quando non sono più live. Le persone guardano in media 3 volte di più i Facebook Live video quando sono effettivamente live rispetto a quando non lo sono più. Ciò perché sono molto più interessanti in quel momento.

Capiamo che siamo innanzi ad un ulteriore cambiamento del nostro modo di raccontare, di condividere e di interagire…in una parola di vivere.

 

 

Le opportunità date dai social media alle aziende è tanto variegato quanto in continuo cambiamento al punto da richiedere una seria valutazione ogni qual volta si pensi ad una qualche strategia di comunicazione.

Ecco perché non è facile rispondere alla famosa domanda: “Su quali social network o su cosa puntare al fine di raggiungere i miei obiettivi con l’aiuto del web“?

Iniziamo con il considerare qualunque “canale”, sia esso un sito un blog o un social network, come merita, ossia un mezzo con una propria specificità, in termini di codici e dinamiche di conversazione.

Come prima cosa dovremo pensare alla relazione con le aspettative dell’utenza di ciò che vorremmo implementare e ovviamente ai costi-benefici potenziali.

Facciamo un esempio.

Nel caso un’attività decida di aprire un’area news commentabile, un corporate blog o un blog “indipendente”, è bene che sappia che teoricamente lo sforzo dovrà comprendere sia l’aspetto economico che quello più prettamente lavorativo.

Ovviamente si dovrà investire una tantum sull’apertura della piattaforma e per il “mantenimento” a seconda delle circostanze.

Sarà inoltre importante ai fini di un buon coordinamento un giusto mix, fra il presidio della direzione, l’organizzazione dei copyblogger, con relativa valutazione della delega ad eventuali consulenti o agenzie per la redazione dei contenuti.

Personalmente ritengo il blog l’unico strumento attraverso il quale cercare di dare una chiara personalità all’azienda con cui tra l’altro diventa possibile conquistarsi, a patto che si producano contenuti di un certo interesse,  una buona reputazione, un discreto seguito ed un buon posizionamento organico nei motori di ricerca.

Social media doodles elements

Quindi tanto lavoro e un discreto investimento per essere ripagati dall’enorme potenziale visibilità dei contenuti che saranno visibili al pubblico più interessante possibile: quello che, se si è lavorato bene, sta cercando proprio ciò di cui si parla nei post.

Essere su Tumblr può avere senso…quale?

Non sarò io a dirvelo…e detto ciò passiamo oltre. 😉

Affrontiamo per un momento Twitter.

Stare su Twitter serve?

Secondo me, in generale, la risposta è sì, ovviamente se valutato bene il “famoso” quesito di cui sopra.

  1. Stare su Twitter può essere utile in caso vi sia una qualche importanza nel poter comunicare delle brevi info con una certa immediatezza.
  2. Essere su Twitter può aiutarvi a rilanciare dei rimandi a dei contenuti “più corposi” pubblicati da qualche altra parte sulle vostre piattaforme o sui vostri canali.
  3. Decidere di cinguettare su Twitter può essere inoltre molto “producente” a patto che alla base sia stato pensato un solido progetto a sostenere il tutto. Magari avete un’idea di conversazione-comunicazione che possa fare della brevità e dall’immediatezza un valore chiave! Pensate ad esempio a quel panettiere francese che twittava ogni qual volta il pane o la pizza erano stati appena sfornati dal suo forno ottenendo così con un successo strepitoso! Che altro social avrebbe potuto fare meglio nel suo caso?
  4. Oppure può essere uno strumento fantastico per dare risposte brevi ed immediate a chiunque lo richieda nel panorama delle attività aziendali.

Costi? Dipende dal tipo di utilizzo, ma direi abbordabili.

Potreste decidere di condividerne l’utilizzo con un reparto esterno o gestirlo in autonomia dopo un corso di formazione.

Abilità?

Dovrete sviluppare al massimo la vostra capacità di sintesi e di centrare gli argomenti in 140 caratteri, dovrete inoltre saper ascoltare bene e capire cosa dire e a chi, chi seguire, di cosa parlare, chi “merita” la vostra attenzione…dopo di che la vostra azienda non ne farà più a meno.

You Tube?

Le aziende, solitamente, lo usano come mero archivio di documenti video di tutto ciò che accade in un’azienda nel corso dell’attività lavorativa.

Un meeting, una fiera, una riunione agenti, per non parlare degli spot, delle presentazione aziendali o di prodotto e chi più ne ha più ne metta.

Non dimentichiamo però che rappresenta un potente strumento di marketing.

Ad esempio nel caso decidessimo di investire in un vero e proprio brand channel, molto più ricco di opportunità e funzionalità rispetto ad un mero user channel, come ad esempio l’aspetto grafico più personalizzato (simil sito web istituzionale) e la possibilità di poter collegare  piccole applicazioni web che possono offrire funzionalità aggiuntive e personalizzate.

Costi?

1 Dipende dal tipo di contenuto che può andare da un filmato che girate direttamente voi con il telefonino, ad uno video spot da migliaia di euro

2 Poi c’è l’aspetto di gestione del canale che va dal mero caricamento e posizionamento dei video (con la stesura delle descrizione, la scelta e l’uso delle keywords), alla personalizzazione e lavorazione degli stessi contenuti multimediali  e loro possibile promozione o direttamente nel canale o indirettamente da qualche altra “parte”.

Impegno?

Azienda e collaboratori dipendenti o indipendenti è bene che strutturino chiaramente il progetto e la suddivisione dei compiti e dell’attività di monitoring delle visualizzazioni, dei commenti etc.

Per non parlare della moderazione-interazione anche con altri canali-utenti a seconda del tipo di attività e capacità di coinvolgimento.

 

Social Media Sign

E Instagram?

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E’ da qualche giorno che sto meditando di scrivere questo post, pensato con il fine ultimo di farvi gli auguri per le prossime festività, ma soprattutto per tracciare dei bilanci del 2013 ormai ai titoli di coda… sarà stata “colpa” di Facebook che in questo periodo ci invita a guardare (in breve) ai momenti “più salienti” del nostro anno facebokkiano, chissà! :)

E a questo proposito, mi sembra opportuno prendere spunto da un video, postato da Socialbakers che mi ha particolarmente colpito: “The Story of Social Media in 2013” #SocialStory2013 in cui si “ripercorre” in 100 secondi la crescita dei social network più utilizzati nel corso di quest’ultimo anno.

Il video è particolarmente interessante non solo perché “dà i numeri”, ma anche perché evidenzia l’importanza del social web dal punto di vista dell’enorme opportunità che hanno le aziende e  i relativi brand per interagire direttamente con le persone, con l’obiettivo di stabilire una relazione immediata con degli “utili” interlocutori, assieme a tutto quanto questo comporta.

Ma quante sono le attività che rispondono effettivamente alle richieste e cioè che sono in grado di rendersi interessanti, mantenere la relazione e sostenere le istanze?

Solo 1/10….ahimè  anche io, in questi giorni, sto sperimentando la  “frustrazione da silenzio ed inerzia” di un brand sui social, ma, anche se non è per nulla facile, cerco di guardare all’altro lato della medaglia e penso che c’è spazio e bisogno di fare meglio ed è su quest’ultimo punto che, mi dico, dovremmo cercare di lavorare o almeno così mi piace pensare.

La sfida, infatti, sarà quella di saper offrire dei “motivi” sempre più validi per seguire questo o quel brand attraverso i rispettivi canali social.

In questi 100 secondi di video c’è molto altro oltre a quello che vi ho anticipato e quindi non mi rimane che smetterla di tediarvi con le mie parole, ma prima permettetemi di raccomandarvi di fare i bravi in queste prossime feste e come buoni propositi per il 2014 concedetemi di suggrirvene 1: parlate di più con i fornitori, i clienti e i vostri collaboratori diretti ed indiretti, anche usando i social media…le ragioni sono infinite…eccovi quelle del 2013.

Merry christmas and happy new year!

 

 

I presupposti con i quali Kontagio ha affrontato questa nuova sfida sono stati quelli di raccontare (anche preoccupandosi di tutta la sezione editing dei testi) in maniera dettagliata tutte le attività del 3D, cercando di tradurre le richieste e le aspettative del cliente in modo chiaro ed intelligibile dagli esperti ed anche dai non addetti ai lavori.

L’obiettivo è stato quello di creare un sito per 3WD che facilitasse la comprensione di questa nuova forma di rappresentazione tridimensionale e delle sue enormi potenzialità applicative.

Non a caso l’elaborazione della tag line è stata: “Lavoriamo perché la realtà non sia più la stessa”, perché ho voluto riassumere lo spirito di innovazione di chi fa questo lavoro; lo stesso spirito che anima questo sito e che nasce per diffondere una nuova cultura dell’immagine, dove è possibile dare vita a ciò che non esiste o trasformare la realtà in qualcosa di diverso, immaginarla e reinventarla, prevedendone anche i possibili sviluppi, senza tralasciare l’aspetto emozionale.

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