Il 2011 è stato un anno rivoluzionario per i film di matrimonio firmati Daniele Donati che, con il suo format Wedding Cinema 7D e le sue produzioni “made in Italy”, ha creato lo scompiglio generale suscitando stupore e desiderio nei fruitori dei suoi lavori.
Produzioni che oggi raggiungono il livello di qualità e professionalità dello standard mondiale.
Ho piacere di spendere due parole per elogiare il suo lavoro perché lo ritengo un serio ed ottimo professionista (alla faccia della segnalazione su Linkedin), più di un semplice partner di lavoro, che nel suo campo propone soluzioni innovative e stimolanti e credo che le sue capacità unite alla mia attività potranno produrre effetti molto interessanti nel panorama delle produzioni video, fornendo al cliente un prodotto difficilmente eguagliabile.
Daniele concentra il suo lavoro più di ogni altra cosa sul fatidico momento del sì; io da parte mia sono al lavoro per pensare di prendere a prestito la tecnica e servirmene per i miei scopi “kontagiosi”, a favore di quei clienti che desiderano una comunicazione che prima ancora di vendere susciti un’emozione… magari la stessa che spinge poi, ognuno di noi, a condividere il contenuto (caratterizzato dal cosiddetto viral DNA) attraverso i social network, blog, etc.
Premetto che oggi la qualità delle immagini (pari alla pellicola 35 mm.), i movimenti di macchina tipici del cinema e la grande capacità tecnica di regia e montaggio, hanno trasformato gli oramai obsoleti “filmini del matrimonio” in vere e proprie produzioni cinematografiche.
Eppure non è una novità assoluta, dato che in buona parte del resto del Mondo (dagli USA all’ Inghilterra e persino in Grecia, Turchia e Pakistan!!!) questa tipologia di film è considerata ‘prodotto normale’ ormai da un paio d’anni… come si spiega?
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