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Nel capoluogo dorico turisti pagati fino a 3 € al giorno per visitare la città!

Per trascorrere una vacanza o un soggiorno ad Ancona, si avrà diritto ad un incentivo immediatamente monetizzabile al momento del pagamento delle fatture in qualunque struttura ricettiva cittadina.
Queste ultime saranno tenute a scontare fino a 3 € al giorno per persona, dal totale di spesa di ogni turista in visita nel capoluogo di regione.

In un momento in cui andare in vacanza è sempre più complicato Ancona, con l’iniziativa di “pagare di tasca propria i turisti” assecondando il difficile momento economico, ha deciso di investire in un’azione senza precedenti…che in molti definiscono folle.
I risultati?
Il video su You Tube, in cui oltre a far vedere le bellezze cittadine si da voce ai primi turisti che beneficiano con stupore e piacere dell’incentivo,  impazza sulla rete.

Il sito Internet del comune di Ancona sta avendo un picco di visite mai visto prima e i centralini dell’assessorato al turismo sono letteralmente presi d’assalto, il passaparola è giunto in ogni parte d’Italia arrivando fino in Nord Europa e negli USA, dove molte persone stanno facendo un pensierino sulla nostra città che, nella maggior parte dei casi (indipendentemente dal fatto che si tratti di turisti italiani o stranieri) fino ad oggi magari neanche era stata mai sentita nominare.

Chi può resistere infondo ad un simile incentivo?

Le prenotazioni negli Hotel, B&B etc hanno saturato la capacità ricettiva per la stagione estiva in poco tempo, tant’è che si sta pensando per la prima volta di estendere la stagione in mesi notoriamente morti…dal momento che l’interesse è altissimo, anche per le bellezze storico-artistiche e culturali del capoluogo.
In città il fermento è altissimo, sono molti i giovani e i disoccupati che hanno trovato occupazione diretta nel settore turistico-ricettivo e nell’indotto.
Altri stanno pensando a nuove avventure imprenditoriali e sono molte le idee che stanno nascendo attorno a questo piccolo grande miracolo locale.

Incredibile!

Ma ahimè… magari fosse vero!

La verità è che la situazione è diametralmente opposta e non solo nella mia città (regione).. che ho considerato solo come esempio.

Ho deciso di affrontare così questo tema, complice la bella stagione alle porte e un’idea di marketing dall’innato DNA “virale” (il rimborso di soggiorno appunto) che nessuna agenzia di comunicazione o di pubblicità di Ancona sana di mente (o di qualunque altro comune italiano) si sognerebbe mai di proporre e che nessun assessore-sindaco-amministratore locale deciderebbe mai di mettere in pratica.

Infatti la direzione dei politici locali, solitamente,  è un po’ la seguente  (non me ne voglia l’assessore Nobili che suo malgrado funge da esempio).

La tassa di soggiorno serve per far fronte a tagli pesantissimi dei trasferimenti agli enti locali.

“Le entrate che ne deriveranno saranno utilizzate per progetti di valorizzazione del territorio e quindi reindirizzate allo stesso ambito nel quale viene riscossa l’imposta. Anzi, chiederemo agli stessi operatori del turismo di indicarci su quali progetti prioritariamente indirizzare gli introiti.”

(Per la cronaca queste affermazioni sono state attinte da qui).

La paura è tanta (posso capire) e le casse comunali languono… per cui perché rinunciare di botto ad un bel gruzzoletto sicuro, anziché investire in un’azione di marketing territoriale non convenzionale via web, per poi addirittura mettere a budget un’ulteriore spesa per il rimborso dei turisti, anziché tassarli?

Oh ragazzzzi siamo passssssssi!! 😉

Eppure mi va di fare delle considerazioni.

Due anni e qualche mese or sono è stato veicolato dall’ente Regione Marche (non dal comune di Ancona sia chiaro) il “noto” spot tv con Dustin Hoffman, sulla scia di una moda, quella di produrre e lanciare i propri spot televisivi, in voga fino a poco tempo fa fra le regioni d’Italia…(pratica che si è spenta rapidamente per la verità).

Al di là dei giudizi sull’iniziativa promozionale marchigiana (l’idea a me è piaciuta molto), va detto che lo Spot (senza contare le altre attività parallele su cui l’ente locale investe costantemente per la promozione turistica) è costato alla collettività regionale circa 1.750.000 €, con un risultato di fatto non misurabile con certezza in alcun modo.
Tutto ciò che si sa ad oggi, sembrerebbe, è che le presenze turistiche nella nostra regione “tengano” a circa 300.000 unità…con alcune timide luci e non poche ombre.
Vai a sapere di chi può essere la colpa o il merito?
Qui si può apertamente affermare tutto e il contrario di tutto: l’unico dato certo che è possibile “monitorare” da chiunque è il N° di visualizzazioni, commenti etc della clip integrale caricata il 24 gennaio 2010 nel canale dell’attuale governatore e che ho condiviso qui di seguito

O in quello della regione Marche che potete raggiungere cliccando qui.

Al di là del fatto che non capisco come mai nel canale del governatore (che non mi sembra abbia risposto ai commenti presenti) le visualizzazione del medesimo spot sia circa dieci volte maggiore rispetto a quella del canale istituzionale, in cui tra l’altro c’è un po’ di confusione nelle date… dunque, l’unico risultato tangibile  non credo possa soddisfare!
Infatti attraverso un’attività strategica di approccio diverso, sia nei contenuti del video che in quelli strategici di promozione su web (inseminazione-video seeding al di là della insita scarsa viralità del video), è un fatto certo che con budget di questo tipo le visualizzazioni (i risultati in termini di notorietà) sarebbero potuti schizzare a qualche milione in periodi molti più contenuti e con un bacino d’utenza, volendo, mondiale.

Tutto ciò (tornando a parlare di investimenti nella città di Ancona o in qualunque comune italiano, senza ergermi a guru del marketing territoriale quale io non sono) mi serve per affermare che, al di là di cosa si poteva fare di meglio, “pagare” i turisti per attirarli a scoprire le bellezze della propria città e investendo attorno a questa idea con forme di comunicazione per concetto e impostazione di natura “non convenzionale”, può significare creare una svolta rispetto a quanto fin ora fatto e  soprattutto in relazione a quanto si sta facendo… a mio avviso in buona fede, ma con una ingiustificabile dose di ignoranza e mancanza di spirito “intraprenditoriale”.

Con l’approccio proposto, a mio avviso (io la mia l’ho detta), si frutterebbero come non mai i budget disponibili (benché pochi) senza gravare sulle spalle dei turisti, degli operatori, con la consapevolezza di aver messo in moto un’energia economica autorigenerante, con l’obiettivo di creare quel circuito virtuoso di benessere condiviso, che è un po’ la missione di tutti gli amminstratori comunali e non solo.

La ricetta è semplice:  un po’ di determinazione, una allocazione più attenta delle risorse e un po’ di voglia di saperne di più sulle tecniche di marketing virale, in grado non solo di pensare e diffondere un messaggio con budget fin ora inpensabili, ma anche (cosa non da poco) di misurarne gli effetti.

Parlare è più facile che agire.

Questo non significa che non si possa fare!

Chi vuol provare?

E voi che dite?

 

3 Risposte a “Un’idea di marketing territoriale non convenzionale. Ad Ancona entra in vigore il “rimborso di soggiorno”.”

  1. ArchiMete scrive:

    Complimenti. L’idea è ottima e sarà vincente fra le mani di quegli amministratori davvero lungimiranti (ahimè pochi) che sanno cosa significa gestire il patrimonio pubblico e valorizzare i canali e le risorse giuste. Anche perchè troppo spesso ci si dimentica che oggi viaggiare, fare i turisti, è molto più semplice che in passato (con 30 euro si vola a Londra) ed ergere steccati (in questo caso economici, come appunto una stupida tassa di soggiorno…) non ha senso. O meglio… ce l’ha se si ha la precisa intenzione di allontanare i turisti, affossare l’economia del territorio…
    Ma gli amministratori pubblici non vengono pagati per questo…
    E allora… avanti col “rimborso di soggiorno”!!

  2. Diego Ciarloni scrive:

    Grazie!
    La mia “provocazione” mi auguro arrivi a chi ha il coraggio e la responsabilità di essere un vero amministratore con la voglia di ascoltare, prima che un mero burocrate pronto ad adottare la soluzione apparentemente più facile!
    Partendo proprio dalla ricchezza più grande che ogni località italiana ha si potrebbero fare grandi cose.
    Continuare a tassare il turismo, a mio avviso, non è la strada da perseguire…addirittura in questo senso a volte si sfiora il paradosso.
    Per questo ho sentito la necessità di dire la mia convinto delle mie idee, ma senza la presunzione di aver trovato la soluzione migliore alle problematiche.
    Un cosa è certa: è necessario usare la testa, chiarirsi bene le idee prima di utilizzare qualunque tipo di “tecnologia”.
    Il passo successivo sarà fissare degli obiettivi e cercare di raggiungerli.
    Speriamo che chi è preposto a trovare idee e a far fronte ai problemi e che sta adottando la politica delle tasse al di là di ogni ragionevole dubbio sul fatto che essere rappresentino davvero la manna dal cielo, si renda conto della situazione e cominci quanto meno a farsi delle domande e cercare di proporre qualche cosa di diverso.

  3. ArchiMete scrive:

    hai detto semplici, ma grandi verità.
    Purtroppo, continuando così, l’Italia dimostra di non meritare nulla di ciò che di grande (ma che dico? di immensamente enorme!) ha ereditato dal suo passato. E un paese che non custodisce nè valorizza la sua cultura, la sua storia, è destinato a diventare brullo terreno di conquista…
    L’unica entità che può invertire questo pericoloso trend è la società civile, quella che ragiona e ha davvero a cuore le sorti dell’Italia.
    Grazie per questa riflessione che, ci si augura, stimoli chi di dovere a porsi seriamente delle domande.. a mettersi in discussione…

 

 

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