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Se l’ultima frontiera del social networking è stata individuata nella enorme potenzialità della diretta streaming, traguardo raggiunto nell’ordine di arrivo: da Periscope l’App di Twitter e subito dopo da Facebook mentions; credo valga la pena trattare l’argomento nel tentativo di cercare di capirne le differenze e a chi è destinato l’utilizzo dell’opportunità di trasmettere in diretta web.

Anzitutto cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando.

 

Periscope è il servizio di trasmissione in diretta di Twitter che ognuno di noi può usare indipendentemente dal proprio status di Vip o “normal people” o ancora azienda.
Si attiva scaricando l’App, e ci si autentica utilizzando le proprie credenziali del profilo Twitter, dopo di che si può immediatamente iniziare a trasmettere attraverso il proprio smartphone.
Nonostante Periscope sia “figlio” di Twitter con il profilo di quest’ultimo non ha nulla in comune in fatto di Following e Follower che in questa declinazione “streaming” non è detto che coincidano.
Infatti non è detto che possiamo essere interessati alle trasmissioni di chi seguiamo su Twitter e non è affatto detto che, nonostante ai nostri follower compaiano i Tweet/avvisi delle nostre dirette, quest’ultimi diventino i nostri primi Periscope Follower.
Tuttavia questi ultimi possono comunque far parte del nostro pubblico a seconda di che cosa mostriamo, di come lo facciamo etc.
Ma è tutto qui il potenziale pubblico raggiungibile?
Gli utenti che possono guardare la nostra trasmissione, oltre a quelli appartenenti alla categoria appena citata sono quelli che magari possono imbattersi nella nostra trasmissione attirati dall’Hashtag che è possibile rintracciare sia in Twitter che in Periscope.
E comunque il bello di Periscope è che è possibile seguire la nostra diretta sia in App Periscope che sul web in un qualunque browser.
Basta fare in modo di far trovare il link!
Ecco perché magari facendo rimbalzare il Tweet, ad esempio nel nostro profilo o pagina Facebook, si possono coinvolgere inoltre parte dei nostri amici/follower/fan di Facebook etc.
Durante la trasmissione le persone che ci stanno seguendo possono fare commenti a cui si può rispondere anche verbalmente e possono anche toccare lo schermo per apprezzare quanto stiamo facendo/dicendo attraverso dei “cuori” che tanto assomiglia alla versione “mi piace” di Twitter.
L’idea alla base di Periscope è quella di essere in grado di mostrare al mondo quello che stiamo vedendo in tempo reale ossia la diretta.
Dopo la fine della trasmissione, il video rimarrà disponibile per la riproduzione da chiunque segua l’App o abbia il collegamento o ancora conosca il link, ma solo fino a 24 ore dopo la fine della trasmissione stessa.
Successivamente (ad oggi) il video si auto-cancellerà automaticamente per sempre ed irrimediabilmente.

Facebook Mentions

 

E’ il servizio di trasmissione in diretta esclusivamente dedicato ai vip o a pagine con centinaia di migliaia di fan al seguito.
Si scarica l’App e si può attivare solo sulle pagine verificate, ossia che in precedenza siano state certificate dallo stesso Facebook come autentiche di quel vip o personaggio famoso o, perché no, azienda essa stessa famosissima.
Al momento della diretta si può vedere la trasmissione via Facebook che viene notificata a tutti i fan (o quasi) nel momento in cui la stessa è avviata.
Gli utenti che seguono la diretta possono commentare in tempo reale la trasmissione, ma possono farlo anche successivamente alla trasmissione stessa, come nel caso di un normalissimo post di Facebook.
Infatti a differenza di Periscope la trasmissione viene salvata e mantenuta nel social network senza scadenze.
Lo stesso post inoltre può anche essere modificato, integrato con link e magari con informazioni aggiuntive citate durante la trasmissione stessa.

BIZ_logo_Kontagio

Considerazioni.

 

Sicuramente Facebook sarà arrivato al rilascio di “Mentions” con cognizione di causa e con un motivo importante per stabilire che l’utilizzo fosse dedicato esclusivamente a pagine certificate con un certo numero di migliaia di fan.

E comunque crediamo abbia effettivamente ragionato sul valore delle dirette dei cosiddetti influencer e/o vip.

Tuttavia, in questo modo, ha tagliato fuori dalla possibilità di utilizzo (non fruizione) la maggior parte degli utenti; a differenza di Periscope al quale non importa chi tu sia o quanto sia nutrito il tuo seguito.

Ma per quale motivo esiste questa specie di “discriminazione” Facebookiana?

Proviamo a immaginarne le ragioni

  1. Per consentire agli utenti di seguire le dirette dei propri “beniamini” che si presuppone siano di maggior interesse generale e qualità di contenuto trasmesso?
  2. Per tutelare gli stessi fan da inutili dirette di pagine Fake?
  3. Per evitare un sovraffollamento di dirette da parte di chiunque, con l’effetto di trasformare Facebook in una panacea di utenti in streaming con tutto ciò che questo ne comporta…considerando anche gli usi “poco ortodossi” che se ne possono fare?
  4. Per puntare ad aumentare i propri introiti: sia da parte di chi trasmette, poiché per cercare di arrivare a tutta e oltre la propria community, Facebook richiede di investire e sia da parte di chi potenzialmente potrà farlo in futuro? Non è difficile, infatti, immaginare che una grande azienda potrebbe investire (e non poco) per raggiungere un certo numero di centinaia di migliaia di fan per “potersi permettere” di raccontarsi anche in diretta.
  5. E poi? Aiutatami ad arricchire l’elenco…secondo voi ci sono altre ragioni che mi sfuggono?

Cosa mi piacerebbe accadesse all’enorme opportunità dello streaming

 

  1. Che Periscope mantenesse i video rintracciabili e visibili per sempre come fa Facebook Mentions
  2. Che Periscope certificasse i profili in modo da poterli cancellare/segnalare alle forze dell’ordine in caso di usi impropri.
  3. Che Facebook Mentions, nel tempo, si renda conto che  trasmettere on line potrà essere un’opportunità da estendere anche a pagine Facebook e/o profili certificati, non necessariamente appartenenti a vip o influencer con centinaia di migliaia di fan al seguito evitando inutili discriminazioni.

Secondo voi chiedo troppo? 😉

Cosa possiamo inventarci nel frattempo, per trasmettere in diretta, noi “normal people” o piccole e medie aziende/associazioni/organizzazioni etc?

 

  1. Aprire un collegamento Pericope.
  2. Iniziare a darne informazione al resto della community per creare un piccolo seguito “organico”.
  3. Collegare l’account Twitter che fa capo a Periscope alla vostra pagina Facebook (anche se non certificata) così da far visualizzare istantaneamente il Tweet della diretta anche su Facebook
  4. Programmare e comunicare per tempo la diretta sul vostro canale, comunicando dove direttamente sarà possibile rintracciare la trasmissione, magari aiutandovi anche con un evento Facebook.
  5. Trasmettere!

Ora c’è da dire che un Tweet sulla vostra pagina Facebook, da solo, non avrà la medesima capacità di “Mentions” di comparire nella wall o bacheca dei vostri fan, né avrà l’effetto di avvisare con una notifica la community Facebook, del fatto che in quel momento state andando in diretta…ecco il perché del suddetto punto 4.

Se siete Vip inutile dirvi che potete trasmettere su entrambe le piattaforme separatamente allo stesso tempo. Magari utilizzando questo.

In una strategia di social media marketing, “il social streaming” sarà sempre più importante per tantissimi utilizzi e lo sarà per tutti (vip e non) in nome della spontaneità, del real time e della possibilità di poter comunicare istantaneamente con chi ci interessa ed anche, indirettamente, con chi può avere i nostri stessi bisogni-interessi-necessità.

Che ne pensate?

 

 

Una replica a “Vip VS normal people ovvero l’importanza del “diritto” allo streaming per tutti. Facebook Mentions VS Periscope.”

  1. […] cliccando qui potete leggere il mio precedente post dove, fra le altre cose, troverete come si può trasmettere […]

 

 

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