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Ho deciso di parlare di questo argomento poiché da pochi giorni la Regione Marche ha festeggiato le 18 bandiere blu conquistate e perché il social media marketing “da spiaggia” è un argomento che mi tocca particolarmente, dato che lavoro e abito a cavallo di una porzione di riviera Adriatica esclusa da questi riconoscimenti, pur essendo in grado di esprimere notevoli potenzialità.

E’ soprattutto per questo che vorrei parlane, perché vi sono a mio avviso molte “azioni” da poter intraprendere (opportunità da cogliere nel web), così come tantissimi “miti” da sfatare, ammesso che fra gli operatori degli stabilimenti balneari (della suddetta porzione di spiaggia) vi sia voglia di mettersi in gioco, unità d’intenti e forte volontà sinergica… e non solo per abbattere in maniera intelligente i costi!
Partiamo con le prime (azioni).
Senza saper né leggere e né scrivere, la ricetta sarebbe più o meno la seguente (per tutti):

 

A
Dato che sono moltissime le persone che si affidano ad Internet per informarsi e/o prenotare un viaggio o una vacanza  (e questo gli operatori dell’industria turistica lo sanno molto bene… e bla bla bla…), come prima cosa è necessario attivare (o migliorare) e promuovere un portale dedicato ad una determinata area, attraverso strategie SEO e di web marketing.


B
Ovviamente in parallelo è opportuno individuare quali siano gli obiettivi.
Prima di attivare vere e proprie strategie atte ad aumentare la visibilità di un (qualunque) sito web, è indispensabile sapere dove si vuole andare a parare in fatto di traffico, indicizzazione, posizionamento, etc.

C
Dopo aver dibattuto fino allo stremo sulla modalità di realizzazione del corporate blog integrato al portale o di un’area news similare e dopo aver individuato il team redattore dei contenuti, sarà necessario pensare di offrire all’utenza – e agli addetti ai lavori – servizi e contenuti di qualità, così che siano gli stessi clienti/utenti/operatori a reputare il sito web, dopo un po’ di lavoro matto e disperato, come fonte utile ed autorevole.

D
Parallelamente ai contenuti si dovrà scegliere, con piano editoriale alla mano ed obiettivi in testa, su quali parole chiave o keywords puntare.
In base a quanto detto, andranno quindi scelte le parole chiave da utilizzare per l’ottimizzazione dei contenuti, il posizionamento organico e per la miglior predisposizione possibile ad eventuali promozioni mirate, a pagamento.

E
Attivare campagne pubblicitarie su AdWords e/o Facebook in base ai propri obiettivi, ma anche in relazione al target e al budget a disposizione, monitorando costantemente la resa e apportando, strada facendo, i correttivi e/o i miglioramenti utili.

F
“Sbarcare sui social”.
Essere presenti all’interno dei più noti social network è importante, anche se non indispensabile.
E’ tuttavia possibile trarre notevoli benefici da questa attività, a patto che siano scelti con le giuste finalità, seguiti costantemente e gestiti con un atteggiamento coinvolgente, oltre che predisposto all’ascolto.
Fin qui le azioni “standard”.

Ma… a proposito dei rispettivi miti da sfatare, come nel caso della spiaggia a cavallo fra Falconara Marittima e Palombina di Ancona che prendo qui ad esempio, posso dire che:

 

A
Indipendentemente dal tipo di portale già online o meno, si dovranno analizzare approfonditamente le caratteristiche dell’area da “promuovere” ed affrontare le peculiarità della zona.
Una cosa infatti è dover raccontare un’area a vocazione fortemente turistica, altra sono le peculiarità di un tratto di mare a prevalente impronta locale e quasi totalmente privo di strutture ricettive.

Quindi ok ai portali etc, ma non sottovalutare il contesto e le potenzialità.

B
Attenzione quindi, in relazione a quanto detto nel punto A, a ragionare per obiettivi stereotipati, ad es. sul significato specifico di concorrenza etc. Non è detto infatti che vi sia concorrenza. Le problematiche possono risiedere in altri fattori.

C
Prima di “partire” è necessario conoscere bene le persone che faranno parte del progetto, responsabilizzarle e non limitarsi solo a monitorare, ma anche a proporre e a condivivere assieme le esperienze.

Una buona reputazione, infatti, si costruisce nel tempo solo se è concreta e sincera; soprattutto in quelle zone di mare ad oggi non prettamente turistiche, che possono tentare di fare un salto di qualità tanto inaspettato quanto prezioso per tutto il territorio circostante.

L’importante è non strafare e possibilmente affidarsi a chi può raccontare il luogo, perché ne conosce le dinamiche e può viverlo costantemente nel corso del tempo… e perché no, anche e soprattutto fuori stagione.

D
Farsi trovare è la parola d’ordine!

Ma oltre ad intercettare nuovi importantissimi potenziali flussi, sarà fondamentale farsi trovare da chi già conosce la zona e che più che cercare la località, il bagno o il ristorante, si dovrà imbattere nel servizio o nella caratteristica di spiaggia che cerca… senza queste considerazioni il rischio è quello di mettere in piedi un lavoro che nel breve e medio periodo potrebbe risultare quasi inutile.
Non basta essere primi su Google, ma bisogna esserci quando serve, ovvero in risposta ad una query per la quale abbiamo qualcosa da offrire all’utente, che in questo modo e con maggior probabilità potrà trasformarsi in cliente.

E
Le campagne saranno utili se terranno conto di quanto detto nei punti precedenti. La loro efficacia si misurerà quindi considerando i seguenti fattori:

  1. La capacità del portale di rispondere (da un punto di vista tecnico e di contenuto) alle “interrogazioni” degli utenti attraverso i motori di ricerca.
  2. La relazione che le campagne attivate hanno con le esigenze dell’utenza.
  3. La pertinenza delle campagne con le relative pagine d’atterraggio del sito web etc.
  4. Attenzione a farsi trovare con una determinata parola chiave, poiché potrà significare necessariamente ricevere molto traffico ma il più delle volte poco più che sterile.

Del tipo: ci sono molti modi per sprecare denaro… uno è proprio questo!

F
La presenza sui social network, in certi contesti come quello di una spiaggia a storica frequentazione locale, serve davvero se oltre a valorizzarsi – attraverso la redazione di contenuti, meglio se inviati dagli stessi utenti (esperienze,  commenti, recensioni), le promozioni riservate esclusivamente ad amici, fan e follower, diversi quindi da quelli riportati sul sito ufficiale – si puntasse a rendersi concretamente utili, rispondendo e discutendo su alcune quotidiane, scontatissime ma importantissime questioni.

Ad esempio

  • Dove c’è parcheggio?
  • Dove e quando ci sono tornei sportivi o di altra natura?
  • Quali iniziative per i bambini?
  • Quale musica o feste la sera?
  • C’è posto per far una corsa, chi ha piacere di farlo assieme?
  • Etc.

Source: followgram.me via Marche on Pinterest

 

Fermo restando che quest’approccio 2.0 potrebbe essere adottato con profitto da qualunque alter ego similare, in particolare per quelle a vocazione locale…rimane fondamentale:

farsi intercettare,  risultare coinvolgenti  in modo pratico e naturale fornendo informazioni specifiche e proponendo continuamente spunti interessanti ed utili.

Ecco la mia modestissima ricetta, anche se molto impegnativa, per puntare oggi a fare bene il web marketing…da spiaggia. Anche per quelle realtà ad impronta locale che con quest’approccio fra qualche anno potrebbero ritrovarsi catapultate in uno scenario più avanzato e magari inaspettato per sé e per il proprio territorio.

Voi che dite…cosa stiamo aspettando?

 

 

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